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Lo stage di orientamento al lavoro
Oltre agli istituti "storici" dell'apprendistato e del contratto di formazione lavoro, un nuovo istituto può, infatti, agevolare le scelte professionali dei giovani al primo impiego e la conoscenza di potenziali collaboratori da parte delle aziende: lo stage, o tirocinio d'orientamento al lavoro, regolato dall'art. 18 della legge 196/97.
Gli stage non prevedono l'instaurazione di una rapporto di lavoro e comportano costi modesti a carico delle imprese; costituiscono, quindi, uno strumento di flessibilità particolarmente avvertita dalle piccole aziende che sono anche quelle più presenti sul mercato del lavoro.
Quest'istituto riesce a "saldare" flessibilità e formazione che può risultare la "combine" necessaria per allargare e qualificare la base occupazionale dell'artigianato vicentino.
Promuovere e diffondere gli stage, considerati una "buona pratica" di lavoro a livello europeo, costituisce un obiettivo comune di politica attiva del lavoro degli Artigiani e dei nuovi Servizi all'Impiego della Provincia di Vicenza.
L'azione concertata dei Servizi all'Impiego e dell'Associazione si articola in sei fasi: 1. La stipula della convenzione quadro e la redazione della modulistica necessaria; 2. L'azione promozionale e informativa verso le imprese e i giovani interessati; 3. La creazione di due banche dati sulla domanda e l'offerta di stage; 4. I colloqui di orientamento con i giovani e l'instaurazione di un rapporto di conoscenza e collaborazione con i rappresentanti aziendali che seguiranno i tirocinanti durante lo stage in azienda; 5. L'azione di tutoraggio durante lo stage, con incontri e colloqui con i rappresentanti aziendali e i tirocinanti; 6. La verifica e valutazione finale dell'esperienza realizzata.
Se si può individuare una categoria cui va proposto, in via prioritaria ma non esclusiva, questo nuovo strumento, essa è sicuramente rappresentata dai neodiplomati e neolaureati che mai hanno varcato la soglia di un'azienda e magari coltivano un'idea del lavoro lontana dalla realtà.
La Convenzione quadro rappresenta anche un messaggio al mondo della scuola e dell'università, finalizzato ad abbattere quella "muraglia cinese" che ancora divide i mondi.
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