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24/04/2008

MIOTTO, NEOPRESIDENTE CONFARTIGIANATO DEL VENETO: L'OCCUPAZIONE CRESCE ANCORA, MA URGONO INTERVENTI PER GIOVANI E FLESSIBILITA'

Occupazione in crescita, nella seconda metà dell' anno scorso, per l'artigianato veneto. In base all'indagine congiunturale che la Confartigianato del Veneto realizza due volte l'anno elaborando oltre 50 mila cedolini paga tenuti dalle sette Associazioni/Unioni provinciali, gli occupati sono cresciuti di 0,4 punti sullo stesso periodo dell'anno precedente. A trainare la crescita sono state le imprese del settore alimentare, della grafica e della meccanica, mentre il settore delle costruzioni ha segnato il passo e il tessile- abbigliamento ha registrato una pesante flessione. Un settore meno rosa, l'artigianato veneto nel 2007: a crescere sono stati i dipendenti maschi, contro un leggero arretramento delle femmine. E i dipendenti dell'artigianato sono sempre più vecchi: calano vistosamente quelli sotto i 30 anni, aumentano gli ultra cinquantenni, ma anche il part time.
"Dai dati emerge la fotografia di un settore che cresce al rallentatore -commenta Claudio Miotto, neo presidente della Confartigianato del Veneto- Infatti l'anno era partito bene, con un aumento di 1,4 punti nel primo semestre, mentre nella seconda parte si è registrato un forte rallentamento. Il dato sull'occupazione è omogeneo a quello sul numero di imprese, che l'anno scorso sono cresciute appena dello 0,27%. In sostanza, l'artigianato ha reagito positivamente ai segnali di ripresa economica che si erano manifestati, ma anche alle successive difficoltà che si sono registrate nell'economia, e che disturbano tuttora pesantemente lo scenario. Perciò siamo assieme moderatamente soddisfatti e altrettanto moderatamente preoccupati, anche perché settori importanti e qualificati, quali l'edilizia, segnano il passo e non hanno prospettive rosee. Riteniamo essenziale che quanto prima si adotti il provvedimento di detassazione degli straordinari, più volte promesso in campagna elettorale. Ma dai dati emerge anche un'altra urgenza: occorrono interventi per rilanciare l'occupazione giovanile, perché l'apprendistato è in forte calo e l'età media degli addetti sale. Insomma, occorre investire sul futuro, premiare l'elasticità dell'impresa".
I dipendenti del settore alimentare sono cresciuti del 6,7%, quelle della grafica di 3,6 punti, di 2,9 quelli della meccanica. Segno più (1,3%) anche per l'importante settore del trasporto. Stazionarie (più 0,1%) le costruzioni, in flessione i servizi alla persona (meno 1,2%) e il tessile di 5,9 punti. Anche a livello territoriale l'andamento dell'occupazione è stato disomogeneo: la maglia rosa è andata a Treviso, più 1,2%, seguita da Rovigo (più 1%) e da Belluno e Venezia (più 0,9%). In calo, invece, Verona (meno 0,2%) e Vicenza (meno 1,1%).
I dipendenti maschi sono cresciuti dello 0,6%, mentre le donne sono calate di 0,1 punti.Ma il dato più significativo riguarda l'età degli occupati, di entrambi i sessi: infatti a garantire la tenuta e la leggera crescita degli addetti è la fascia di età oltre i 50 anni. I dipendenti anziani crescono di 8,9 punti tra gli uomini e di 7,1 tra le donne, mentre tra i maschi quelli fino a 18 anni calano del 5,5% e quelli tra 19 e29 del 2,7%; tra le donne, l'aumento del 2,4% fino ai 18 anni è più che compensato dalla diminuzione del 4,7 nella fascia di età immediatamente superiore. E' la conseguenza della crisi dell'istituto dell'apprendistato, calato del 5,9% fino ai 18 anni e del 2,2 oltre tale età. Stazionari, invece, gli operai, mentre sono cresciuti gli impiegati (più 2,2), a causa probabilmente dei sempre crescenti oneri burocratici in capo alle aziende e i part time, più 3,0%.
I lavoratori extra comunitari, infine, sono in calo. Dopo anni di costanti aumenti, sono scesi dal 15,9% di fine 2006 al 15,3% di metà 2007, per scendere a fine anno al 15,1% del totale.

Dati sulla 19° indagine occupazionale

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