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Comunicazione e potere, la Lobby
Il termine "Lobby", dal latino tardo "laubia" (che ha lo stesso etimo di "loggia"), indica negli Stati Uniti il corridoio destinato al pubblico al Congresso e al Senato e, per esteso, individua quei gruppi organizzati di persone che, senza appartenere ad un corpo legislativo e senza incarichi governativi, mediante manovre di corridoio o altro, sono in grado di influenzare l'attività del governo o delle pubbliche amministrazioni, per difendere i propri interessi economici o comunque interessi di parte.
La Lobby intende proporre un sistema "concorrenziale" nel "comparto" della politica, aggregando ai partiti e alle altre forme di rappresentanza elettiva, anche quelle di tipo associativo. L'Associazione di categoria e, nel nostro caso, la Confartigianato, ha il compito di rappresentare gli interessi dei membri anche presso il decisore politico, quindi i dirigenti dell'Associazione dovrebbero agire quali moderatori in grado di proporre soluzioni condivise.
tratto dal libro "Artigianato & Comunicazione - le nuove competenze del giovane imprenditore" del prof. Franco Grossi, docente di ICT e di Ergonomia e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Trieste
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