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Le nuove professioni artigiane del terzo millennio
L'ultima rivoluzione attuata nel mondo della Comunicazione, derivante soprattutto dalla nascita di "nuovi media" e dall'utilizzo della rete mondiale (Internet), ha prodotto un profondo processo di trasformazione nel mondo del lavoro. La più tangibile conseguenza è stata "nascita" di nuove figure professionali, con attitudini (denominate "skill") e funzioni sicuramente più innovative e flessibili rispetto al passato. Ulteriori possibilità occupazionali si stanno anche delineando per chi vuole lavorare in maniera "alternativa", evitando una vita monotona e sempre uguale, schivando il traffico cittadino nella spola tra casa e ufficio, conciliando la vita lavorativa con quella in famiglia, in virtù di una gestione più consapevole del tempo.
La "postazione" di lavoro viene approntata, in questo caso, dallo stesso lavoratore, il cui obbligo sarà quello di adempiere a compiti prefissati entro un determinato periodo di tempo. Anche le imprese potranno naturalmente godere di indubbi vantaggi da questo tipo di attività lavorativa "a distanza". Innanzitutto l'assenza di strutture fisse in azienda (scrivania, computer, telefono, ecc.), con un indubbio risparmio di spazio fisico e di spese connesse, una flessibilità adeguata agli impegni, (che rendono, come detto, indispensabile la realizzazione di un compito entro un dato tempo), delegando nel contempo alla volontà del lavoratore l'utilizzo dei periodi intermedi e rendendo così più scorrevole l'organizzazione dell'attività d'impresa.
tratto dal libro "Artigianato & Comunicazione - le nuove competenze del giovane imprenditore" del prof. Franco Grossi, docente di ICT e di Ergonomia e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Trieste
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