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Comunicazione e futuro, la Convergenza
Quello che alla fine del "secondo millennio" veniva denominato multimedialità, viene ora indicato con il termine di convergenza (dei media). La ricetta base è la possibilità di "mescolare" i bit, i quali possono essere assemblati oppure usati separatamente: bit di audio, bit di immagini, bit di video, bit di dati, ecc. Il nastro trasportatore, in altre parole il canale trasmissivo, non "guarda in faccia" i bit, li trasporta e basta ! Il problema è che, man mano che le esigenze aumentano, il "nastro trasportatore" deve divenire sempre più capiente, cioè il canale deve incrementare la sua "larghezza di banda", in altre parole deve poter essere in grado di trasferire sempre più bit nell'unità di tempo. Ad esempio un file contenente una pagina "scritta" ha un "peso" in bit inferiore a quello contenente una foto. Non parliamo poi della trasmissione di immagini televisive, che altro non è che un susseguirsi di 25 immagini per ogni secondo (streaming video). Quindi dieci muniti di "video" comportano il trasferimento di ben 15.000 immagini. Ecco perché gli attuali canali trasmissivi sono totalmente inadeguati alle esigenze dell'utenza. E se le esigenze non sono rispettate, la domanda tende a languire, con una conseguente défaillance del sistema economico.
tratto dal libro "Artigianato & Comunicazione - le nuove competenze del giovane imprenditore" del prof. Franco Grossi, docente di ICT e di Ergonomia e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Trieste
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