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C'è chi parla di... INVESTIRE IN QUALITA', INNOVAZIONE E MADE IN ITALY
- DINO MENARIN (presidente Camera di Commercio, Industria e Agricoltura Vicenza) - GIANCARLO CORO' (docente di Economia Internazionale, Università Cà Foscari di Venezia) - DINO MENARIN ((Presidente della Camera di Commercio di Vicenza) - RICCARDO ILLY (Presidente Friuli Venezia Giulia) - KATIA DA ROS (Presidente dei Giovani Imprenditori di Treviso) - FONDAZIONE NORD EST (indagine su 120 imprenditori del Triveneto) - MANUELA DAL LAGO (Presidente della Provincia di Vicenza) - DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza) - FERRUCCIO BRESOLIN (Università di Venezia) - ANTONIO FAZIO (Governatore Banca d'Italia) - RICCARDO DONADON (Imprenditore) - GIOVANI IMPRENDITORI (Confindustria) - GIANCARLO CORO' (Università di Urbino) - FRANCESCO JORI (Giornalista) - GIUSEPPE SBALCHIERO (Presidente dell'Associazione artigiani di Vicenza) - DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza) - PIERGIORGIO MEDANA (Imprenditore) - ANDREA RIELLO (Imprenditore) - DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza) - RENZO BELCARO (Presidente Api Veneto) - GIANFRANCO FINI (Vice presidente del Consiglio) - ANDREA RIELLO (Imprenditore) - GIANNI ZONIN (Presidente della Banca Popolare di Vicenza) - MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza) - ALBERTO QUADRIO CURZIO (Economista) - ANDREA MARTELLA (Vice-responsabile nazionale per l'economia dei DS) - ENZO RULLANI (Università di Venezia) - MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza) - GIANCARLO GALAN (Presidente della Giunta regionale Veneto) - DANIELE MARINI (Sociologo) - FEDERICO FAGGIN (Imprenditore) - ENZO RULLANI (Università di Venezia) - DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza) - GIOVANNI COSTA (Università di Padova) - TIZIANO TREU (Senatore) - GIUSEPPE DE RITA (Segretario generale del CENSIS) - DANIELE MARINI (Sociologo) - PAOLO GURISATTI(economista) - GIANCARLO CORO' (Università di Urbino) - FEDERICO FAGGIN (Imprenditore)
DINO MENARIN (presidente Camera di Commercio, Industria e Agricoltura Vicenza): Menarin elenca le tre priorità dell'economia vicentina. "L'innovazione, l'internazionalizzazione, la comunicazione. Innovazione non solo tecnologica, ma di processo, di processo, di prodotto, organizzativa, di marketing, di marchio. Ogni azienda deve cercare la sua innovazione, per presentarsi in maniera agguerrita sui mercati. In più una internazionalizzazione che non sia solo delocalizzazione cercata per ridurre i costi, ma che punti ad aprire nuovi mercati e presenze più forti all'estero. E una comunicazione efficiente perché non basta fare un bel prodotto, occorre darne adeguata notizia". ("Vicenza insegue l'eccellenza perduta", Il Sole 24 Ore, 27/03/2005)
GIANCARLO CORO' (docente di Economia Internazionale, Università Cà Foscari di Venezia): "Da oltre tre anni di discute in Veneto di un nuova normativa a sostgno dell'innovazione: ebbene, il disegno di legge formulato dall'assessorata alle Pmi, dopo essl stato aspramente osteggiato dalle principali associazuini imprenditoriali, è fermo in Consigluio Regionale senza alcuna prostettiva di approvazione in questa legislatura. Va ricordato che anche la legge veneta sui distretti produttivi non ha ivuto vita facile: oltre agl ostacoli frapposti nell'iter di approvazione da alcune influenti organizzazioni regionali, il processo attuazione sembra oggi condizionati più da "logische distributive" oltre che la una reale capacità di premiare la creazione di retti locali per l'innovazione. ... Nei momenti di discontinuità tecnologica e di mercato come quello che stiano vivendo, innovalre è tanto creare nuove soluzioni che spiazzano quelle precedenti. Perciò, l'innovazione può trovare spazio in ambienti sociali tolleranti, aperti al rischio, al confronto di idee, al cambiamento; del resto, il processo di "distruzione creatrice"che l'innovazione comporta, ridisegna continuamente vantaggi e svantaggi interni alla società. Il problema è che gli attori dell'innovazione sono generalmente poco orgqanizzati e, perciò incapaci di incidere all'interno delle organizzazioni esistenti e di influenzare le decisioni pubbliche rilevanti. Al contrario, gli attori economici più forti rappresentano per definizione, interessi affermati.Per questo, rischiano anche di perdere qualcosa dai processi di cambiamento tecnologico, organizzativo e di mercato. ("Le resistenze al cambiamento", Corriere del Veneto, 24/10/2004)
DINO MENARIN ((Presidente della Camera di Commercio di Vicenza): "... E' pacifico che i settori tradizionali debbono cambiare, ma l'innovazione si deve pesanre a 360°: non solo prodotti differenti, ma anche modalità produttive nuove, qualità diverse. E' già accaduto: laddove si producevano cappelli di paglia, ne lMarosticense, sono nate la Vimar, la Belfe. Avevano fiorenti seterie, canapifici che davano lavoro: chi se lo ricorda? AL posto del Canapificio Roi a Cavazzale è nata la Sivi. Dobbiamo avere fiducia nella nostra capacità di cambiare. ... Io sono fiducioso, il nostro è un sistema combattivo e reattivo, ha inglobato la coscienza che bisogna correre, fare un salto di qualità, senza innalzare barriere, elevare dazi. Non dimentichiamo la nostra storia: una volta i grandi copiatori eravamo noi, poi ci abbiamo aggiunto l anostra intelligenza e l anostra inventiva. Ora il cambiamento, l'innovazione deve riguardare tutto, non solo il sistema produttivo". ("Crisi: meglio oggi che negli anni '80", La Domenica, 25/09/2004)
RICCARDO ILLY (Presidente Friuli Venezia Giulia): "I nostri imprenditori scopriranno che l'acqua scotta e schizzeranno in avanti per non bruciarsi, facendo finalmente impresa, innovazione protetta da brevetti, senza dimenticare la qualità della vita, fondamentale per trattenere imprese ad alta mobilità". ("Il Nordest langue. Anzi no, il modello regge ", Il Gazzettino, 25/06/2004) .
KATIA DA ROS (Presidente dei Giovani Imprenditori di Treviso): "Non dobbiamo arrenderci a fare i manutentori del passato. Dobbiamo trasformarci e riposizionarci nel mercato mondiale. In altre parole favorire il salto di qualità dal saper fare, che appartiene alla logica ormai superata della fabbrica, al saper innovare, che appartiene alla logica moderna dell'industria. Dietro ai padri fondatori del reticolo di microaziende emergono figli di scolarità più elevata, più propensi a una dimensione manageriale d'impresa, indifferenti alla politica, pronti a crescere, innovare, andare per il mondo. Due sono le linee fondamentali del Manifesto dei giovani industriali: proiettare i distretti in una dimensione internazionale e passare dalla quantità alla qualità. Ciò implica più investimenti in ricerca, sviluppo e formazione, rapporto con le Università, innovazione tecnologica e creativa". ("E dal Nordest ora arriva un Manifesto", Corriere della Sera, 28/06/2004).
FONDAZIONE NORD EST (indagine su 120 imprenditori del Triveneto): "Il futuro successo dell'economia del Nord Est passa attraverso alcuni temi centrali: l'innovazione, la preparazione e specializzazione delle risorse umane e gli investimenti in innovazione tecnologica". ("Più innovazione per scogliere i nodi", Il Sole 24 Ore, 04/06/2004).
MANUELA DAL LAGO (Presidente della Provincia di Vicenza): "Le Pmi, pur nella loro identità, devono avere il coraggio e la coscienza di fare sinergia, alleanza strategica: marketing e ricerca hanno costi elevati; creando percorsi di filiera si aggrediscono i mercati e si riducono i costi. Le linee guida della Pmi vincente, del futuro che è già qui sono: innovazione, ricerca e filiera". ("Innovare, per tornare competitivi", Il Giornale di Vicenza, 25/05/2004)
DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza): "Per trovare una nuova e vincente competitività il sistema economico vicentino deve scommettere su più fronti: cultura, formazione e informazione. La parola d'ordine è una sola: trasformazione. Dobbiamo essere convinti delle nostre capacità, essere ed agire da leader. La condizione? Investire su tutti quei fattori che si traducono in innovazione. La piccola e media impresa di casa nostra non è kappaò, come qualcuno dice. Deve solo evolversi". ("Innovare, per tornare competitivi", Il Giornale di Vicenza, 25/05/2004)
FERRUCCIO BRESOLIN (Università Venezia): "Occorre recuperare competitività di sistema nelle macro regioni europee attraverso ricerca, innovazione e, soprattutto, formazione di capitale umano". (Corriere della Sera, 01/06/2004)
ANTONIO FAZIO (Governatore Banca d'Italia): "Crescere ed aggregarsi per attenuare gli svantaggi delle piccole dimensioni. La ricetta, comunque, è chiara: bisogna ampliare l'uso delle nuove tecnologie e per farlo serve l'impegno dei produttori, anche attraverso consorzi di imprese piccole e medie stimolando la collaborazione con i centri di ricerca universitari di alto livello di cui il nostro Paese dispone". ("Medie aziende, la riscossa", Il Sole 24 Ore, 01/06/2004)
RICCARDO DONADON (Imprenditore): "Comunicazione e valorizzazione del marchio sono l'unica strada per contrastare la contraffazione". ("Un 'manifesto' per il nuovo Nordest", Il Gazzettino, 12/06/2004)
GIOVANI IMPRENDITORI (Confindustria): "Il programma è semplice ed abbondante: proiettare l'impresa su una scala internazionale senza perdersi le reti, m anche senza finire impigliati nei distretti; investire in conoscenza attirandola in primo luogo in Veneto e nel Nordest; lavorare col cesello della creatività per estrarre dalla complessità grandi occasioni d'affari". ("Un 'manifesto' per il nuovo Nordest", Il Gazzettino, 12/06/2004)
GIANCARLO CORO' (Università di Urbino): "Bisogna invece dare maggiore valore sociale ed investire con più convinzione su quei fattori critici dello sviluppo che oggi condizionano il posizionamento competitivo delle economie avanzate: innovazione, creatività, conoscenza. Bisogna però farlo a tutti livelli, dalle istituzioni locali alle associazioni di rappresentanza, dalle imprese alle banche e non ultime le stesse famiglie, senza pensare che tale responsabilità spetti solo al sistema politico e agli esangui bilanci pubblici" ("Prima delle lamentele bisogna intervenire sui fattori critici", Il Gazzettino, 18/5/2004).
FRANCESCO JORI (Giornalista): "Riconvertire un'economia basata in larga parte sul manifatturiero dalla logica della quantità a quella della qualità, comporta una transizione in cui devono starci la rivisitazione delle fabbriche e quella degli uomini : se è vero, com'è vero, che la risorsa strategica diventa la formazione, i risultati non si vedono né in settimane né in mesi. Occorre attrezzarsi in modo diverso, sapendo che comunque sarà un'operazione lunga, complessa e certo non indolore" ("Questo Nord-Est prigioniero", Il Gazzettino, 16/5/2004)
GIUSEPPE SBALCHIERO (Presidente Assoartigiani Vicenza): "Stiamo assistendo a processi di selezione dei prodotti di qualità che dovrebbero creare nicchie di mercato per tutti i settori, anche quelli più maturi. Il calo di addetti m preoccupa relativamente, considerando che il numero di imprese per abitante è altissimo e che finora abbiamo vissuto una fase spaventosamente positiva. E' naturale un assestamento" ("Vicenza gioca la carta hi-tech", Il Sole 24 Ore, 7/5/2004)
DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza): "Da magnifici assimilatori, i vicentini devono e possono vincere la concorrenza straniera colloquiando, implementando assieme le conoscenze e proponendo non solo componenti ma prodotti integrati. Vi sono poi segmenti che dovranno puntare sul brand, il marchio e il Made in Italy e chi invece dovrà trasferire la produzione mantenendo a Vicenza le funzioni nobili" ("Vicenza gioca la carta hi-tech", Il Sole 24 Ore, 7/5/2004)
PIERGIORGIO MEDANA (Imprenditore): "Come risollevare l'economia veneta? Non con questi tavoli di concertazione. No hanno mai partorito proposte sensate. Per il rilancio serve invece la tutela efficace del Made in Italy. Senza siamo destinati a essere colonizzati da Cina e da altri paesi emergenti. ("Serve un Patto per il nuovo modello veneto", Corriere del Veneto, 29/4/2004)
ANDREA RIELLO (Imprenditore): "Ma sarà importante anche valorizzare i marchi. Il nome di un'azienda può essere una garanzia di appeal per quelle risorse umane, e non solo di casa, di cui c'è assoluto bisogno. I problemi li ha chi non ha saputo innovare" ("Il Nord-Est gioca la carte dell'innovazione", Il Sole 24 Ore, 20/4/2004)
DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza): "Il sistema è vitale il suo rilancio si fonda su innovazione, internazionalizzazione e comunicazione. Tlc, meccanica, elettromeccanica, hanno notevoli possibilità di innovazione in termini di prodotto e processo" ("Vicenza gioca la carta hi-tech", Il Sole 24 Ore, 7/5/2004)
RENZO BELCARO (Presidente Api Veneto): "Il modello veneto è in crisi e non da oggi, almeno del '98, non abbiamo puntato sulla qualità e sull'innovazione. Anche se noi inventassimo qualche prodotto nuovo, e sono molte le aziende del Nord-est che continuano a farlo malgrado tutto, poi saremmo bloccati nel momento chiave; il passaggio all'industrializzazione, alla produzione in serie, un momento decisivo che per essere attuato ha bisogno di grandi capitali. Che noi piccoli e medi imprenditori non abbiamo. E il sistema Italia neppure. Le banche ci forniscono finanziamenti giustamente fino ad un certo punto e noi siamo bloccati" ("Mai vissuta una crisi peggiore e il governo pensa solo ai consumi", Il Gazzettino, 20/4/2004)
GIANFRANCO FINI (Vice presidente del Consiglio): "Dovete impegnarvi sul fronte della qualità, per tutti gli altri indici il Veneto si pone in condizione paritaria. Sul gusto, lo stile e la qualità non c'è competizione" ("Fini: Il Nord-Est punti sull'eccellenza", Corriere del Veneto, 18/4/2004)
ANDREA RIELLO (Imprenditore): "Occorre sviluppare il concetto e passare dal Made in Italy al Made by italian e puntare su questo denominatore comune. Vorrei cioè che si associasse l'immagine del paese Italia anche a prodotti e settori non tradizionali. Non più solo moda o prodotti di lusso ma anche alta tecnologia, ambito in cui nel mondo l'Italia gode di buona considerazione" ("Il Veneto a Fini: meno moda e lusso, più tecnologia", Corriere del Veneto, 16/4/2004)
GIANNI ZONIN (Presidente della Banca Popolare di Vicenza): "A loro (piccole e piccolissime aziende) è diretto un finanziamento di 30 milioni di euro l'anno: si tratta di un prestito a tasso agevolato studiato per quelle imprese che vogliono seguire la strada dell'innovazione, della capitalizzazione e della dimensione internazionale. La convenzione tra popolare e Camera di Commercio, in dettaglio prevede di suddividere i 30 milioni annuali di prestito in tre stanziamenti: 12 milioni di euro per l'innovazione, altrettanti per l'internazionalizzazione e 6 per la capitalizzazione" ("Così si vince la sfida del mercato", Il Giornale di Vicenza, 15/4/2004)
MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza): "I marchi di eccellenza del made in Italy, quelli conosciuti su tutti i mercati, devono fare da tutor alle realtà più piccole,che sfornano prodotti magari di alta qualità ma poco noti. Bisogna realizzare delle operazioni di filiera: un Armani per dire, dovrebbe essere un traino per l'intero sistema moda, dalla gioielleria alle scarpe. La nostra cucina è la più famosa al mondo ma i vini francesi sono più noti di quelli italiani. Oggi ci muoviamo in ordine sparso e invece ci vuole una massa critica, supportata da una rete di istituzioni efficienti: è necessario investire più sul marketing" ("L'unione fa l'impresa", L'Espresso, 1/4/2004)
ALBERTO QUADRIO CURZIO (Economista): "I piccoli imprenditori hanno sempre fatto innovazione sulla base delle loro intuizioni, senza passare attraverso i laboratori scientifici. Avevano un'idea geniale e la mettevano subito in produzione, senza che l'innovazione diventasse patrimonio condiviso. Ora però con l'euro, che non ringrazieremo mai abbastanza per gli effetti benefici che ha avuto sul piano pubblico, sono venute a galla le inefficienza del sistema" ("L'unione fa l'impresa", L'espresso, 1/4/2004)
ANDREA MARTELLA (Vice-responsabile nazionale per l'economia dei DS): "Non siamo in declino però le nostre imprese hanno rallentato bruscamente la crescita. La ricetta è fare sistema, scommettere su qualità, innovazione e ricerca. E investire in capitale umano. Le imprese devono inoltre andare oltre il modello del distretto puntando anche sull'immateriale. Ma il dato più preoccupante, quando tutti considerano fondamentale l'innovazione quale passaporto per il futuro, arriva proprio dal fronte tecnologico. Secondo lo studio Swg, contro una media italiana del 57 per cento, nelle imprese trivenete solo il 48 per cento ha predisposto un sito Web" ("Crisi, ricerca Swg: A Nord-est imprenditori pessimisti", Corriere del Veneto, 16/3/2004)
ENZO RULLANI (Università di Venezia): "Il Nord-Est ha vissuto un'espansione per certi aspetti strepitosa, ma basata principalmente sulla quantità. Deve cambiare registro e puntare sulla qualità. Trentenni fa eravamo i cinesi d'Europa, oggi questa macro regione deve inventarsi nuove formule e la politica dovrebbe sostenere chi investe" ("Nord-Est senza bussola al giro di boa", Il Gazzettino, 16/3/2004)
MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza): "Dobbiamo sfruttare il Made in Italy in modo sinergico facendo si che le aziende più note creino all'estero filiere di fornitori italiani in grado di beneficiare anche le aziende più piccole. In caso contrario, il rischio è di andare incontro al rischio declino affrontato in questi mesi dal distretto orafo vicentino: l'oro è in crisi perché non ha marchi, si è fatto comprare invece che vendere il proprio prodotto. Ecco allora che quando sono arrivati i cinesi e i turchi, le aziende si sono fatte sorprendere e soppiantare da una concorrenza basata solo sul prezzo" ("Ma la strada la deve riaprire il Made in Italy", Corriere del Veneto, 2/12/2003)
GIANCARLO GALAN (Presidente della Giunta regionale Veneto): "Il miracolo veneto continuerà ma deve cambiare il suo modello produttivo. Di fronte a quella che si annuncia come la svolta più importante dal dopoguerra, la Regione ha deciso di puntare tutto sulle nanotecnologie destinando le risorse, 11 milioni di euro circa, solo nell'aiutare il decollo di questo distretto" ("Veneto, sfida all'ultra-piccolo", Il Gazzettino, 21/10/2003)
DANIELE MARINI (Sociologo): "La vera tutela delle economie transita, però, attraverso la capacità di investire in innovazione. Più che ipotetiche linee difensive basate sui dazi, per gli imprenditori è necessario aumentare la competitività di imprese" ("Nord-Est laboratorio di strategie", Il Sole 24 Ore, 20/11/2003)
FEDERICO FAGGIN (Imprenditore): "La mia ditta californiana Synaptics è leader mondiale nella produzione di touch pad. Come ce l'abbiamo fatta? Perché abbiamo investito nella progettazione e realizzazione di una idea esclusiva e vincente che soppiantava il vecchio track-ball a pallina, poco funzionale, perché una volta iniziate la produzione e le vendite, gli altissimi costi sopportati durante la ricerca si sono ridotti e gli utili sono aumentati. Perché non abbiamo paura che ci copino il prodotto, lo rinnoviamo continuamente e così al massimo ci copiano il modello dell'anno prima" ("L'innovazione per superare la concorrenza", Il Giornale di Vicenza, 30/9/2003)
ENZO RULLANI (Università di Venezia): "Il sentiero dello sviluppo passa in questo senso per un rafforzamento dell'intelligenza terziaria, sia con maggiori contenuti e professionalità di tipo terziario all'interno delle imprese (anche delle imprese industriali), sia con unn'ulteriore crescita del settore dei servizi in tutti i casi in cui la qualità e l'innovazione nascono da iniziative e competenze di produttori terziari specializzati" ("Le capacità non bastano", Il Giornale di Vicenza, 30/9/2003)
DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza): "Non si tratta oggi di produrre di più ma di produrre meglio. Siamo ad un bivio, o si sceglie la strada della delocalizzazione, anche se in molti settori questo non è più possibile oppure puntiamo a produzioni dall'alto valore aggiunto. Ma bisogna agir in fretta perché paesi come Cina, Turchia e Thailandia, stanno crescendo velocemente,arrivando a una qualità del prodotto non distante dalla nostra" ("Menarin: la sfida? Produrre meglio", Il Sole 24 Ore, 12/9/2003)
GIOVANNI COSTA (Università di Padova): "Esiste una classe di nuovi imprenditori molto focalizzati sul prodotto piuttosto che sul processo. Imprenditori che hanno scoperto nicchie promettenti entro le quali costruiscono uno sviluppo basato sull'innovazione anche di beni tradizionali, sulla qualità, sul brand, sull'accesso ai canali di distribuzione piuttosto che sul costo e sulla flessibilità" ("Morte a Venegazzù", Corriere del Veneto, 15/7/2003)
TIZIANO TREU (Senatore):"Dare i soldi non a vanvera ma a chi innova" ("Treu: un accordo bi-partisan perché il Nord-Est soffre ed è malato", Il Gazzettino, 25/6/2003)
GIUSEPPE DE RITA (Segretario generale del CENSIS): "Il dato di fatto è che l'impresa veneta, come in generale quella italiana, è fatta di un tessuto di piccole e micro realtà. Il mio parere è che non ci sia questo grande bisogno di innovazioni tecnologiche straordinarie e radicali ma che la necessità sia piuttosto quella di avere assistenza nella trasformazione e nella innovazione di processo, di consulenza nell'innovazione al prodotto, di accompagnamento nella logistica" (De Rita: attenti alla delocalizzazione, potrebbe spingerci fuori mercato", Corriere del Veneto, 28/3/2003)
DANIELE MARINI (Sociologo): "Il Nord-Est deve essere consapevole di dover imparare a coltivare l'arte della qualità piuttosto che la prassi della quantità" ("Questo sarà un anno di cambiamenti", Il Gazzettino, 2/1/2003)
PAOLO GURISATTI (economista): "... dallo scambio di informazioni ed esperienze tra diverse unità produttive si possono realizzare innovazioni pari - e probabilmente anche migliori - di quelle che nascono nei laboratori di ricerca o nei grandi centri tipo il Cnr. ... Il gioco dell'innovazione si basa sullo scambio delle conoscenze, non tanto e non solo sull'acquisto di tecnologie e brevetti sviluppati dagli scienziati chiusi in una stanza o in un laboratorio…Non è assolutamente vero che l'innovazione è direttamente proporzionale alle risorse umane e finanziarie dedicate alla ricerca. Semmai è proporzionale all'investimento in relazione alla quantità di contatti e di idee che una singola unità di ricerca, anche piccola, riesce a scambiare con le altre". ("Piccoli? No, siamo colossi", La Domenica di Vicenza, 25/06/2002)
GIANCARLO CORO' (Università di Urbino): "Il primo problema è che la produttività non sta crescendo. La soluzione è già alla nostra portata, si chiama innovazione. E' calzante l'esempio del vino vicentino che ha aumentato le quote di esportazione quando ha ridotto la quantità prodotta e ha aumentato la qualità, e quindi la produttività" ("Nel Nord-Est serve innovazione e uno scatto di immaginazione", Il Gazzettino, 31/10/2002)
FEDERICO FAGGIN (Imprenditore): "So che nella regione ci sono alcune nicchie produttive, che hanno successo nell'esportazione. A mio avviso è opportuno sviluppare e rafforzare questi filoni in cui già si ottengono dei risultati. Bisogna tener conto che oggi il mercato internazionale si fonda su produzioni con elevati livelli qualitativi continuamente alimentati dall'innovazione. Ed è questa la mentalità da acquisire per poter giocare un ruolo adeguato. Inoltre affrontando i nuovi settori come le biotecnologie e le nanotecnologie bisogna favorire anche la nascita di iniziative di contorno, ma indispensabili che agiscono sul piano legale, amministrativo, commerciale e nelle diverse tecniche di supporto all'attività principale" ("Faggin: Veneti, serve una mentalità internazionale", Corriere del Veneto, 6/12/2002)
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