artigianinet.com

cerca: nel sito
un'azienda

Gestione registro forniture

home
ricerca
notizie
servizi
categorie
acquisti
diventa artigiano
partners
link utili
artigianinet

aree tematiche
dossier
ricerche e pubblicazioni
artigianato
associazioni partner
confartigianato
informaimpresa
link
cerca nella sezione:
NordEst produttivo
Cina & Delocalizzazione
NordEst produttivo
Prodotti biologici
Sopressa vicentina
S.r.l.
Speciale pane
Euro
Reti virtuali


IMPRES@INRETE
Autorizzazione Tribunale
n. 1007 dell'11/9/2001
Direttore Responsabile: Sabrina Nicoli
A.A.VI. Via E. Fermi,134
36100 Vicenza
tel. 0444.392300
fax. 0444.961003

Redazione:
Artigianinet srl
Via E. Fermi, 235
36100 Vicenza
tel. 0444.560944
fax 0444.386708


scrivi alla redazione

 

C'è chi parla di...
PATTO SOCIALE

- ENZO RULLANI (docente di strategia d'impresa all'università Cà Foscari di Venezia)
- "Il tessile deve copiare la Riviera del Brenta"
-
DANIELE MARINI (direttore fondazione NordEst)
- DANIELE MARINI (Sociologo, direttore Fondazione Nord Est)
- DANIELE MARINI (Sociologo, direttore fondazione NordEst)

- MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza)
- DANIELE MARINI (Sociologo)
- ADOLFO URSO (viceministro alle Attività Produttive)
- GUGLIELMO EPIFANI (segretario nazionale Cgil)
- MASSIMO CALEARO (Presidente Associazione Industriali di Vicenza)
- FRANCESCO JORI (Giornalista)
- FRANCO SECH (Segretario generale CISL Veneto)
- MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza)
- DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza)
- DANIELE MARINI (Sociologo)
- DANIELE MARINI (Sociologo)
- GIANCARLO GALAN (Presidente della Giunta regionale del Veneto)
- DANIELE MARINI (Sociologo)

ENZO RULLANI (docente di strategia d'impresa all'università Cà Foscari di Venezia): ... "Manca una visione condivisa e la classe dirigente necessaria per superare i conflitti contingenti in vista di un "progetto nordest" a lungo termine". Quali dovranno essere dunque le strategie d'impresa per il futuro? E chi dovrà avviarle? "Bisogna ripartire dalle persone, da un nuovo patto politico sociale - afferma Rullani -. L'impresa deve cercare di creare posti di lavoro di qualità in cambio di un solido supporto istituzionale. Dobbiamo puntare sulla personalizzazione" del lavoro, in modo da produrre valore con la conoscenza. Il nostro tallone d'Achille è lo scarso investimento nel capitale intellettuale e relazionale. Ma chi può farlo ripartire? Occorre trovare nuovi pionieri, che investano nell'immateriale e dell'internazionalizzazione". ("Il tasso di crescita resta preoccupante", Il Giornale di Vicenza, 17/11/2005)



"Il tessile deve copiare la Riviera del Brenta"
: Un modello positivo c'è: il fiore all'occhiello del Nord Est è il settore calzaturiero della Riviera del Brenta. Ora la sfida è fare in modo che anche il comparto Moda si ispiri a questo modello e faccia sistema per superare la crisi e decollare sul mercato internazionale. Alfio Calvagna, segretario regionale della Femca Cisl, di ricette ne ha più di una per il rilancio del settore Moda e insieme a Cgil e UiI, proprio in questi giorni, ha lanciato un appello all'assessore al lavoro Elena Donazzan. "Serve al più presto far partire un tavolo attorno al quale riunire imprese, sindacati ed istituzioni - spiega Calvagna. - Dobbiamo aprire un confronto a tutto campo, raccogliere nuove idee e fare un piano strategico per .la nostra regione, altrimenti il rischio è continuare a perdere non soltanto posti di lavoro, ma anche prospettive reali di sviluppo per il paese".
(Il Giornale di Vicenza, 28/07/2005)


DINO MENARIN
(presidente Camera di Commercio di Vicenza): "... Tutto dimostra, nei fatti, che ognuno sceglie il suo particolare ed esprime le sue migliori energie per costruire risposte utili a valorizzare sé stesso o il suo gruppo e per interdire quelle degli altri. Non solo gli imprenditori, quindi, ma anche gli altri attori, pubblici e privati, del sistema sono portatori dello stesso DNA, che è quello del protagonista singolo, "dell'incursore", magari geniale, dell'inventore solitario.
... Guardiamo alle risorse attive a nostra disposizione. 1. L'individualismo creativo delle nostre migliaia di imprenditori ...
2. Il disegno organizzativo e produttivo del distretto ha dimostrato vitalità e capacità di risposta alle sfide competitive ...
3. ... necessaria una 'delocalizzazione' intelligente, utile alle metamorfosi del nostro sistema ... L'imprenditore venero ama profondamente la sua terra, ha legami radicati e credo che solo se assolutamente costretto potrà pensare di spostare altrove la testa della sua azienda.
4 La grande concentrazione nei settori tradizionali che rappresentano il 73% del nostro export ...
... A questo punto, occorre suonare tutte le note della tastiera: innovazione di processo e di prodotto, design, marketing, marchio e di immagine, qualità e tracciabilità, tutela industriale, finanza per start-up, decollo o consolidamento, assistenza all'internazionalizzazione.
Su questi e altri temi necessitano azioni di sensibilizzazione, formazione, assistenza, fin da 'ieri'. Non partiamo certamente dal nulla, ma bisogna imprimere maggior forza e accelerazione. Ognuno faccia la sua parte, nell'ambito delle proprie competenze e disponibilità. Creiamo, se ne siamo capaci, le auspicate aggregazioni ma, ma flessibili e finalizzate per progetti.
... è possibile competere a distanza, ad esempio con l'India o con la Cina nel settore orafo quando per importare nell'Unione europea questi paesi pagano rispettivamente il 2,5 o 0% e noi verso di loro il 23,3% e il 20%? Quanto gli stessi paesi esportano negli Stati Unici a dazio zero e noi al 5,8%.
... E' fondamentale avere un disegno condiviso. Purtroppo la storia recente ci dimostra che siamo intenti più spesso a guardare il nostro albero anziché alla foresta ...
("Ma 'fare squadra' non deve rimanere solo un'intenzione", Il Giornale di Vicenza, 13/02/2005)

DANIELE MARINI
(direttore fondazione NordEst): "... la sfida più insidiosa per il Nord Est: superare il suo tradizionale modo di agire improntato ad una prevalente 'interdizione reciproca' e affermare la logica della 'coesione' a tutti i livelli di rappresentanza  ... Ma la consapevolezza della profonda trasformazione del sistema socioeconomico nordestino non pare essere ancora totalmente assunta. Oggi sembra prevalere, invece, una sensazione di disorientamento da 'eccesso di velocità': prima, per la crescita avvenuta, adesso per la 'frenata improvvisa' ...
Questa trasformazione profonda mette in evidenza, soprattutto, i limiti delle logiche tradizionali improntate alla promozione/difesa del 'particolare'... dove la tattica (volta a raggiungere risultati di breve termine) tende a prevalere rispetto alla strategia (al disegno complesso e di lungo periodo) dello sviluppo. Gli esiti di un simile orientamento sono sempre più evidenti: la difficoltà ad assumere ruoli rappresentativi sul piano nazionale (sia sul piano associativo, della rappresentanza degli interessi, che politico); l'incapacità a costruire le alleanze necessarie per affermare uno strumento di comunicazione nordestino; l'incorporazione e la perdita dei centri decisionali del sistema bancario locale; il diventare (forse) terra di conquista del sistema fieristico; la perdita dell'occasione dell'expo di Trieste (come se avesse rappresentato un'opportunità solo pe ril capoluogo giuliano e non per tutto il Nord Est) ... Una leadership che sappia dare nuova competitività al Nord Est, si costruisce attraverso una sapiente orditura di relazioni. Sulla base di pochi obiettivi prioritari, all'insegna della solidarietà degli interessi comuni ...
("Il Nord Est. La nuova sfida", Il Giornale di Vicenza, 04/02/2005)

DANIELE MARINI
(Sociologo, direttore Fondazione Nord Est): "Gli indicatori economici che facevano del Nord Est un caso unico sono tornati in linea con quelli delle altre aree del paese, portando con se una fase dominata da due parole: paura e incertezza. Per Marini il nostro modello economico è ormai esaurito: il territorio è saturo, la popolazione è vecchia, le aziende non sono più competitive. I dati confermano questa fase di stallo: il PIL è cresciuto solo dell'1,5% nell'ultimo anno, l'occupazione è cresciuto ma di 2/3 in meno rispetto al 2000, stessa cosa dicasi per l'export (1,1% nel 2004 contro il 3,4% nel 2000). In questo scenario entra in campo l'altra parola chiave del rapporto: trasformazione.
... Una spinta che deve avvenire al di là delle varie ricette, da una visione politica che spinga i protagonisti del tessuto sociale, politico e economico a muoversi nella stessa direzione.
("L'industria che cambia, tre esempi, Il Gazzettino, 14/12/2004)

DANIELE MARINI (Sociologo, direttore fondazione NordEst): Nord Est 2004. Rapporto sulla società e l'economia: "... per il nostro sistema pare aprirsi una fase dominata da due parole: incertezza e trasformazione. L'incertezza deriva soprattutto dal timore che la spinta propulsiva del successo nel Nord Est sia ormai esaurita. E il Rapporto conferma che in effetti, almeno per come lo abbiamo conosciuto, il "modello Nord Est" è davvero finito, nel senso che i fattori che lo avevano alimentato sono ormai esauriti. Ma ciò che la ricerca condotta da Marini sottolinea con forza è che oggi il Nord Est ha la possibilità di mutare il proprio modello di sviluppo e tornare a crescere. In questo modo entra in gioco la seconda parola del Rapporto: trasformazione... Il problema fondamentale è capire quale deve essere la direzione della trasformazione. Infatti, le ricette in gioco sono molte e nessuna di esse è certa, mentre invece l'importante è che il mutamento sia guidato da un disegno chiaro, esplicito e, se possibile, vincente. Insomma serve quello che finora non si è mai reso necessario: una visione politica che spinga i diversi attori della società del Nord Est a muoversi nella stessa direzione". (Il Giornale di Vicenza", 11/12/2004)

MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza): "Il Nord non è mai stato tanto compatto come oggi.
... Se lo ricorda l'articolo quinto? Chi ha i soldi ha vinto. E' sempre valido anche in Cina. Se ci arriviamo uniti, facendo sistema, ripartendo i costi, proponendoci da interlocutore unico con risorse da investire e un made in Italy da proporre, l'Oriente è molto più un'opportunità che un rischio. Chi pensa di poter tirare avanti con produzione povere, non creative e tecnologicamente arretrate, è già fuori: non c'è storia. Ma io vedo molti segnali positivi, il clima è cambiato. Il "male del Nord"è in realtà una trasformazione: alcuni anni fa sembravamo il fenomeno mondiale, come se il Nordest avesse socperto l'America, oggi c'è chi ci dà per morti e invece siamo vivi e vegeti. Ci stiamo evolvendo.
... L'allontamento dalla politica è frutto di disillusione, ma anche di assenza di leadership, che l'economia esprime e la politica no: oggi dopo Ciampi, è Montezemolo la persona più rispettata d'Italia. Ha giocato anche una crescita culturale delle persone. L'imprenditore è maturato, è attendo, non si fa più abbindolare da quattro promesse vuote e da una pacca sulla spalla. Riconosce la leadership dove c'è".
("Sistema Nordest contro i mali del Nord", Corriere Economia, 15/10/2004)

DANIELE MARINI (Sociologo): "La necessaria accelerazione alla trasformazione del Nord-Est passa attraverso il dismettere un habitus culturale improntato prevalentemente all'agire individuale, a favore di un agire concertato. Che sospinga la connaturata competitività all'interno di un quadro dove il principio della collaborazione, in vista di un risultato atteso migliore, abbia la prevalenza. La capacità di realizzare una nuova orditura di relazioni e di coesione di interessi, dove prevalga l'abilità di includere, piuttosto che quella di escludere, è la cruna dell'ago del Nord Est". ("La lunga marcia del Nord-Est", Il Sole 24 Ore, 13/07/2004).

ADOLFO URSO (viceministro alle Attività Produttive): "Sui mercati di alcuni Paesi ricchi di materie prime, arrivano prima le istituzioni pubbliche e poi le imprese. Di qui la necessità di muoversi assieme, perché chi fa sistema è già oltre il guado". ("Nordest, nuovo modello di vita", Il Giornale di Vicenza, 13/07/2004).

GUGLIELMO EPIFANI (segretario nazionale Cgil): "Il Nordest si è costruito sulla fatica e il sudor di singoli imprenditori e di lavoratori che tanto hanno dato per lo sviluppo di questa terra. Ma non potrà governare da solo la trasformazione epocale che sta attraversando. Il Nordest rischia di diventare un laboratorio di questa trasformazione che, per non degenerare, deve essere gestita da un'ampia concertazione, da un progetto politico solido". ("Il Nordest langue. Anzi no, il modello regge ", Il Gazzettino, 25/06/2004).

MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza): "Fino ad oggi ci siamo pensati come qualcosa a sé, di diverso dalle altre regioni italiane. Ciò non è più vero. Questa diversità, unita a una predisposizione alla protesta, non ci ha portato in nessun luogo. Quali risultati abbiamo ottenuto? Contiamo di più o di meno a livello nazionale? L'unico modo per incidere nelle politiche nazionali è partecipare ad esse, dare il nostro apporto di idee, essere più innovativi degli altri, ma in ogni caso esserci. E' necessario un patto per lo sviluppo articolato sia a livello nazionale sia a livello territoriale con sindacati, banche, università, governo ed enti locali. L'obiettivo? Proporre un modello di sviluppo centrato su alcune parole chiave: qualità, ricerca, innovazione, internazionalizzazione, formazione, rispetto dell'ambiente". ("Calearo e Montezemolo firmano la fine del Nord Est", Corriere del Veneto, 11/05/2004).

FRANCESCO JORI (Giornalista): "Per attrezzarsi a dovere servono risorse. E i risultati di portano a casa andando a Roma, ma anche a Bruxelles, con idee convincenti (quindi potenzialmente vincenti), con uomini attrezzati a sostenerle, e con la capacità di stringere fuori del Nordest le alleanze idonee a farle passare". ("Questo Nordest prigioniero", Il Gazzettino, 16/05/2004).

FRANCO SECH (Segretario generale CISL veneto): "Il momento per rilanciare è appropriato anche perché sul versante della programmazione, sta avanzando uno strumento strategico: il Piano Regionale di sviluppo. Un grande affresco ma talmente grande che rischia di non centrare le questioni prioritarie. Noi siamo pronti a individuare priorità attuative insieme con gli Industriali perché il modello veneto torni ad essere competitivo" ("Serve un patto per il nuovo modello veneto", Corriere del Veneto, 29/4/2004)

MASSIMO CALEARO (Presidente Assindustria Vicenza): "Dalle difficoltà si esce tutti assieme, imprese, banche ed istituzioni pubbliche. E un patto tra tutti gli attori in gioco" ("Il Veneto tra due incubi: crisi e stress da crescita, così è finito il Nord-Est", Corriere del Veneto, 16/4/2004)

DINO MENARIN (Presidente della Camera di Commercio di Vicenza): "E' venuto meno il patto sociale tra imprenditori, lavoratori, amministratori e politici che aveva funzionato dagli anni '50 nell'ottica di dare un futuro a una terra depressa e segnata dall'emigrazione" ("Questo Nord-Est è morto, serve una svolta epocale", Corriere del Veneto, 11/7/2003)

DANIELE MARINI (Sociologo): "Fare sistema diventa sempre più un imperativo categorico, su cui continuano a manifestarsi dei ritardi. Come costruire una nuova coesione fondata sulla solidarietà degli interessi? Per riuscirci è indispensabile un ceto dirigente pubblico e privato motivato a costruire una nuova fase dello sviluppo, a prefigurare un piano d'azione strategico" ("Cambia binario la locomotiva del Nord-Est", Il Gazzettino, 11/7/2003)

DANIELE MARINI (Sociologo): "C'è bisogno di un ceto dirigente in grado di assumere le sfide della globalizzazione, di dotarsi di un piano di azione strategico. Alla politica spetta un compito che oggi assume una rinnovata centralità, perché i fattori endogeni dello sviluppo sono insufficienti" ("Un nuovo sogno a Nord-Est, Il Gazzettino, 16/5/2003)

GIANCARLO GALAN (Presidente della Giunta regionale del Veneto): "Non esistono successi e primati industriali ed economici garantiti per anni e anni solamente da una 'spontaneità' talmente esclusiva e totalizzante da poter fare a meno delle diverse forme della vita politica" ("Il progetto dei progetti per il futuro del Veneto", Il Gazzettino, 3/5/2003)

DANIELE MARINI (Sociologo): "Il fai-da-te non funziona più: occorre un progetto, una sorta di piano regolatore dello sviluppo e non può essere che la politica a provvedere" ("Questo sarà un anno di cambiamenti", Il Gazzettino, 27/1/2003)












 

Tutte le notizie del
Dossier NordEst produttivo

 © Artigianinet.com - Via Enrico Fermi, 235 - 36100 Vicenza - Tel. 0444.560944 Fax 0444.386708 - P.IVA 02884560240
E-mail: info@artigianinet.com - scrivi al webmaster