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18/12/2002

EURO: CITTADINI DELUSI AD UN ANNO DALLA SUA NASCITA

L'euro fra poco compie un anno, ma dopo un iniziale avvio di successo, la fiducia è gradualmente diminuita e i cittadini si dichiarano delusi e scontenti. E' quanto emerge da un'indagine dell'Ipsos, condotta nel novembre scorso in otto paesi Ue, vale a dire Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna, Portogallo, Belgio e Paesi Bassi, attraverso 6.662 interviste, su un campione rappresentativo della popolazione con un età superiore ai 15 anni.
I risultati indicano una minore fiducia nella nuova moneta e nella situazione economica, con una diminuzione della propensione all'acquisto e della capacità di risparmio. Aumentano invece le preoccupazioni per il futuro legate al tenore di vita e alla propria capacità di acquisto.

Secondo il "Barometro europeo del consumo", ad un anno dalla sua entrata in vigore l'euro è meno amato e attualmente la maggioranza degli europei, il 56%, ritiene che la nuova moneta comporti più inconvenienti che vantaggi, mentre il 34% ne prende le difese. A differenza di qualche mese fa coloro che non si pronunciavano, circa il 21%, ora sono propensi ad un giudizio negativo.
In questa situazione generale l'Italia si fa notare per un primato negativo: l'aumento dei prezzi legato all'euro si riflette sull'insieme degli indicatori. In dettaglio l'indice di fiducia economica è diminuito di 18 punti, la voglia di consumo di 8 e la propensione al consumo di 4. Fra gli Italiani solo il 42% degli interpellati afferma di essere ottimista in merito alla situazione economica, contro il 61% dello scorso maggio.

Sulla stessa linea dell'Italia anche la Francia con un 56% di pessimisti contro il 42%. Mentre, come i tedeschi, gli italiani dichiarano di aver maggiori difficoltà a risparmiare, soprattutto negli ultimi sei mesi.
I giudizi sull'euro ricalcano quelli sull'economia che registra minore fiducia e maggior pessimismo, in particolar modo si segnala per negatività la Germania dove tutti gli indici di consumo sono al ribasso. Cambiamenti minimi invece in Gran Bretagna dove l'euro non c'è.
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