PATRIZIO BERTELLI, Prada

"Si disegna in Italia, in Cina e Romania si cuce", Il Sole 24 Ore, 19/7/2004

Se si guardano i dati dell'analisi realizzata da Pigoli Consulenza per Corriere Economia si capisce perché arrivare al famoso marchio made in Italy sia così difficile. Il punto è che ormai moltissime delle società di quel grande settore che va sotto il nome "moda" producono anche fuori dall'Italia. In Cina, in Turchia, in Tunisia, in Thailandia, oppure in Romania, in Slovacchia, in Polonia ...  
Ma se questo è il dato generale, ce n'è un altro nato al suo interno. Ed è che dopo gli anni in cui tutti dicevano di andare nella stessa direzione, oggi non esiste più una ricetta unica ma ogni azienda sta affinando una propria strategia specifica.
Il caso più eclatante è quello che vede confrontarsi due aziende della calzatura come Tod's e Geox. La prima ha scelo la stada del made in Italy integrale, con tutto ciò che questo comporta sul fronte della qualità del prodotto e sul fronte del costo della manodopera che serve per produrla. La seconda ha percorso la strada esattamente opposta ...
Gucci dichiara un 100% italiano per abbigliamento, pelletteria e calzature: e lo stesso vale per Prada e Miu Miu. Patrizio Bertelli, però, in un'intervista al Sole 24 Ore, ha dato voce a un pensiero comune: "Non capisco che differenza vi sia tra una camicia fatta in Tunisia, dove cuciono benissimo, ed una fatta a Napoli. L'importante sono i materiali, la qualità, gli standard". E ha sostenuto che "nei prossimi anni la delocalizzazione sarà un fatto necessario" ...