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GIANNI SALVINI, giornalista
"Un'officina su scala globale", Il Sole 24 Ore, 20/12/2004
... la politica commerciale della Cina ha incoraggiato le operazioni internazionali di assemblaggio e subappalto, esentando dai diritti doganali le importazioni destinate a essere riesportate dopo la trasformazione. E' così avvenuto che le filiali d'imprese estere, in prevalenza asiatiche (giapponesi e taiwanesi), importino componenti di prodotti di alta tecnologia, li assemblino in Cina, avvalendosi appunto del basso costo della manodopera locale, e poi li esportino. ... In questo senso la Cina è la 'fabbrica del mondo', anche se l'acquisizione delle tecnologie importate e l'innovazione procedono a ritmi sostenuti. A ciò si deve aggiungere, specie dopo l'adesione della Cina alla Wto, la presenza di multinazionali occidentali che operano in prevalenza per il mercato interno. ... E ancora la Cina è già il maggiore consumatore di molte materie prime o semilavorati come rame, carbone, cemento e acciaio, e dè il secondo consumatore di petrolio, dopo gli Stati Uniti. Ne consegue che i cambiamenti di domanda hanno un impatto notevole sui prezzi internazionali. Inoltre le eccedenza commerciali cinesi, ottenute con l'export negli usa e nella Ue, hanno consentito alla Cina di aumentare le riserve in valuta a livelli eccezionalmente alti (540 miliardi di dollari a fine ottobre). Poiché parte di queste riserve servono ad acquistare T-Bond americani, le operazioni sul mercato finanziario assumono un ruolo strategico e permettono alla Cina di preparare con calma la probabile futura rivalutazione dello yuan.
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