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"E la Cina si scopre oasi fiscale. Delocalizzata anche l'evasione", Corriere della Sera, 14/05/2005
... L'ultima scoperta compiuta dal capitalismo avanzato va catalogata sotto il nome di "delocalizzazione della evasione fiscale". Centoventi miliardi di reminbi, a grandi linee 120 milioni di euro, di imposte non versate. A tanto ammonta lo scherzo. Qui non è poco ... Il fisco ha deciso di andare a capire il perché di uno strano vizietto. Naturalmente lo ha capito. E dopo averlo capito ha preteso la restituzione del maltolto. La Procter & Gamble per esempio, pescata con le mani nella marmellata, ha riparato infilando 10 milioni di dollari cash nei conti dello Stato indicati dagli ispettori cinesi. Nessuno della Procter & Gamble ha contestato ... Pare che sulla lunghezza d'onda della multinazionale americana si siano sintonizzate parecchie imprese americane, europee, giapponesi, coreane. ... La cuccagna pare però che sia finita. Eseguiti i controlli sono partite le sanzioni. Inevitabile. Dice un vecchio adagio maoista: colpirne uno per educarne cento. E si capisce. Il cattivo esempio ha fatto proseliti. I cinesi e le aziende cinesi che non pagano le tasse aumentano. Ci provano le multinazionali occidentali e noi no? Mai sia.
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