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PETER MANDELSON, Commissario europeo per il Commercio
"Così l'Italia vincerà la sfida cinese sui tessili", Il Sole 24 Ore, 21/01/2005
"... Non c'è solo di che preoccuparsi, ci sono anche interessanti prospettive. Il libero scambio avrà un effetto positivo e immediato sul portafoglio dei consumatori. Il prezzo di tessili e abbigliamento diminuirà sensibilmente. Il costo di capi, quali magliette e jeans, potrebbe scendere di almeno il 20%. Secondo stime Ocse, una famiglia di quattro persone potrebbe risparmiare fino a 270 euro l'anno su abbigliamento e tessili. Sempre che la grande distribuzione non incameri tutti i benefici. ... Secondo recenti stime, le importazioni di tessili cinesi aumenteranno fino a coprire il 30% del mercato in Europa (il doppio della quota attuale) e addirittura il 50% negli Usa. Una tale espansione rappresenta una seria minaccia per i Paesi in via di sviluppo: ad esempio, in Paesi, vulnerabili come Bangladesh e Isole Mauritius ... Al fine di arginare flussi eccessivi sia L'Unione europea sia la Cina sorveglieranno l'evoluzione dell'export tessile cinese … L'Italia, essendo il maggior produttore ed esportatore tessile d'Europa, si trova in una posizione particolarmente delicata nei confronti della Cina. Ma l'Italia possiede anche le migliori riserve europee d'esperienza in un settore notoriamente competitivo, ed è il Paese che può trarre il maggior vantaggio dall'accesso all'immenso mercato cinese, un mercato in cui la classe media e il gusto per l'alta moda sono in continua crescita".
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