"L'ondata delle aziende italiane in Romania", Il Sole 24 Ore, 23/6/2001

Due ricerche (della Fondazione Giordano d'Amore e di Antonio Borghesi e Alessandra Stagno) presentate ieri all'Università Bocconi evidenziano le ragioni della delocalizzazione. Un costo del lavoro di circa 200mila lire al mese rimane comunque un richiamo irresistibile. Gli imprenditori intervistati considerano la necessità di contenere i costi di produzione la causa principale della loro scelta di andare in Romania: una scelta vitale per chi realizza prodotti a basso valore aggiunto, come l'abbigliamento per la fascia media del mercato, con processi che lasciano poco all'innovazione.
Ma la seconda è la presenza di altre imprese nell'area. Le attività strategiche ricercate sono il mantenimento e lo sviluppo delle relazioni con altre imprese, italiane e non, presenti sul territorio… I rapporti con le altre imprese italiane sul posto sono fortissimi e restano saldi anche quelli con i distretti d'origine, soprattutto perché molte società hanno mantenuto un'attività, magari di commercializzazione e marketing nella Penisola.