EMMA LUPANO, giornalista

"Gelati e caramelle italiane alla conquista di Pechino", Libero, 13/10/2004

Ci sono le lasagne Barilla, l'olio d'oliva Carapelli, il caffè Lavazza e i wafer Loacker. Ma anche i gelati Algida, gli yogurt della Danone, i cioccolatini della Ferrero e bottiglie di vini italiani e di Martini. Nei supermercati più chic, poi, diventati negli anni punti di riferimento per gli stranieri di Pechino.
... Trattandosi di beni di importazione, infatti, prodotti come biscotti italiani in Cina rischiano di rimanere merce d'élite, destinata soprattutto a chi cinese non è. Una confezione da mezzo chilo del Mulino Bianco, che in un supermercato di Milano costerebbe sui 2,2 euro, allo Youyi yansha shangcheng è venduto per l'equivalente di 4,3 euro. Non poco, visto che chi sceglie le produzioni cinesi può assicurarsi varie colazioni con solo 60 centesimi.
... Quelli che sono riusciti a penetrare il mercato cinese e che sono diventati noti a tutti i cittadini della repubblica popolare sono i marchi che hanno deciso di produrre direttamente in Cina. Come la Danone, che da Shanghai invia in tutto il paese yogurt a 30 centesimi di euro. Abbassando i costi di produzione e annullando quelli di esportazione, le aziende trapiantate in Cina possono tentare di attirare la grande massa dei consumatori locali.
... Ma ci sono anche altre marche di pasta, più o meno ignote in Italia ... Nomi improbabili, o almeno sconosciuti per la grande distribuzione nel nostro paese, in Cina vengono venduti come grandi specialità di importazione...