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"L'Asia regge l'urto dell'onda tessile cinese", Il Sole 24 Ore, 14/03/2006
A quasi un anno e mezzo dal salto dell'ultimo tappo che comprimeva l'export mondiale, infatti, la fotografia del mercato asiatico ritrae in primo piano il prevedibile scatto in avanti di Cina e India, ma anche la complessiva tenuta dell'export di Paesi industrialmente più fragili... Il raffronto tra i primi dieci mesi del 2005 e lo stesso periodo del 2004 mette in evidenza come lo smantellamento delle quote abbia fatto aumentare in valore le esportazioni di Cina e India in direzione di Europa e Usa rispettivamente del 50 e del 22%. All' altro estremo della classifica degli esportatori asiatici, chi sembra avere sofferto di più sono Taiwan, Corea del Sud e Singapore, che vedono il loro export in direzione di Europa e Usa diminuire in valore in misura decisamente apprezzabile: si va dal -17% di Taiwan al -28% di Singapore. In mezzo, a fare da cuscinetto, le "piccole" economie. Thailandia, Malaysia, Laos e Filippine hanno accusato perdite che oscinano dal 3 all' 8 per cento. Sri Lanka, Indonesia, Bangladesh, Vietnam e Pakistan mantengo-, no le posizioni o sono protagoniste di piccoli scatti in avanti (l'Indonesia +4%) o tentativi di fuga (+9% la Cambogia, che però beneficia largamente del lavoro in conto terzi per i cinesi, e di accordi preferenziali con Usa e Ue) ... Le misure di salvaguardia adottate da Usa e Ue nei confronti dell'export cinese dopo la fine delle quote hanno creato spazi commerciali di cui sembrano aver approfittato soprattutto Cambogia, Indonesia e Vietnam. Ma si tratta di una boccata di ossigeno, perché le misure di salvaguardia hanno non potranno in ogni caso e,ssere prolungate al di là del 2008 ... |
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