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GIANLUCA D'AGNOLO, Avvocato di affari a pechino
"La Cina apre il mercato", Il Gazzettino, 3/6/2004
... il Regolamento n. 8/2004 del Ministero del Commercio cinese porta buone notizie agli investitori stranieri interessati alla Cina. Il Regolamento, essenzialmente in linea con le obbligazioni assunte dalla Cina in occasione del proprio ingresso nel WTO, rimuove lo storico divieto per le società a capitale straniero di intraprendere attività puramente commerciali, ovvero distribuire in Cina prodotti importati ed ivi acquistare prodotti destinati all'esportazione ... Fino ad oggi, il principio generale era che le società straniere non potevano direttamente distribuire in Cina i propri prodotti importati, senza fornire a questi ultimi un minimo di valore aggiunto tramite operazioni di lavorazione o assemblaggio eseguite da unità produttive appositamente costituite in loco. Le principali alternative in proposito erano rappresentate dall'individuazione di un agente o distributore cinese, o alla sottoscrizione di un accordo di franchising con una società locale. Dal 1° giugno di questo propizio anno della scimmia, gli investitori stranieri potranno costituire in Cina società puramente commerciali per la vendita al dettaglio o all'ingrosso nel Paese dei propri prodotti, così come per l'acquisto di prodotti in Cina (componentistica, prodotti finiti, ecc.) per la loro esportazione in Italia o altrove ... Senza nulla togliere alla portata storica di questa apertura, bisogna però ricordare che il Regolamento n.8 prevede altresì alcune limitazioni alla costituzione delle società commerciali. In primo luogo, la costituzione non può essere approvata dalle autorità a livello locale (come normalmente avviene), bensì l'ultima parola spetta al Ministero del Commercio di Pechino. Ciò potrebbe comportare un significativo allungamento dei tempi di approvazione, anche se lo stesso Regolamento prevede che il Ministero debba formulare la propria opinione entro 3 mesi dalla presentazione della domanda ...
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