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GIANCARLO PAGAN, editorialista
"Salmoni e magliette due pesi e due misure", Il Gazzettino, 28/03/2005
"... Mentre il commissario europeo al commercio, l'inglese Mandelson centellina i provvedimenti antidumping, contro i prodotti cinesi, chiesti dal tessile italiano, i pescatori irlandesi e inglesi sono riusciti ad elevare una robusta rete protettiva contro l'avanzata sul mercato del rivale salmone norvegese. L'Unione europea qui non ha avuto dubbi nell'applicare dazi antidumping pari al 20% del valore del prodotto ... O i rappresentanti italiani a Bruxelles non sanno fare lobby, o la questione non sembra loro rilevante, oppure, conoscendo poco le lingue, non sanno farsi ascoltare a Bruxelles ... Delle tre ipotesi la più verosimile è la seconda. Per anni i partiti italiani hanno usato il parlamento europeo come panchina per politici trombati in casa ... In sostanza ci si è accorti in ritardo che l'export cinese del 1200% all'anno. Solo quando nei distretti sono saltate aziende e posti di lavoro, la politica ha cominciato a prestare ascolto alle proteste di industriali e sindacati. Così per recuperare si è imboccata la scorciatoia dei dazi. L'Europa invece, sarà poco disponibile a concederli, perché un'altra lobby ben più organizzata, quella della grande distribuzione, non ci sente ... Ben venga dunque la scarpa cinese a 3 dollari, meglio se è la copia conforme di quella della riviera del Brenta che costa 30 (e tre volte tanto al consumatore finale). Consente di tenersi bassi i prezzi medi e di bloccare la crescita dell'inflazione, che invece il petrolio tenderebbe a far salire. La lobby della grande distribuzione oggi è fortissima perché ha trovato una robusta sponda nella Banca centrale europea, il cui unico obiettivo è di non far salire il costo della vita in Eurolandia".
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