INNOCENZO CIPOLLETTA, economista, presidente Sole 24 Ore

"L'inutile scudo dei dazi alla Cina", Il Gazzettino, 07/03/2005

"Servono i dazi ed i contingentamenti per proteggere i prodotti italiani dall'invasione della concorrenza cinese, indiana o di altri paesi emergenti? Io credo che servano alla politica per prendere consensi e voti, giocando sulla paura e favorendo le rendite, ma in economia non sono mai serviti a molto, se non a prendere tempo: e noi di tempo ne abbiamo avuto molto, visto che per lunghi anni abbiamo messo contingenti e dazi su molti prodotti provenienti da quei paesi, fino a che queste misure sono risultate del tutto inutili. Già perché nessuno dice che per lungo tempo abbiamo "goduto" di dazi e di limiti alle esportazioni di specifici prodotti, ma che con il procedere del tempo questi limiti sono caduti in disuso, posto che il commercio mondiale ha aggirato gli ostacoli, passando da altri paesi e cambiando denominazioni.
... E' la Cina la causa della nostra perdita di competitività? Mi sembra proprio difficile da ammettere, visto che perdiamo terreno nei confronti di paesi come la Francia, la Spagna e la Germania che dovrebbero temere come e più di noi la pressione dall'Estremo Oriente.
... la realtà è che l'Italia ha perso tempo, dopo l'adozione dell'euro, pensando che il più era stato fatto e che la moneta unica si avrebbe messo al riparo di tutto ... 
... Logica avrebbe voluto che questo sollievo fosse sfruttato per varare quei provvedimenti necessari per ridurre, da parte dello Stato, la spesa pubblica e per investire, da parte delle imprese, in innovazione e crescita dimensionale.
... Le imprese avrebbero fatto quel salto di qualità e di dimensione ...
... Poiché chi sta bene sta zitto e chi soffre si lamenta, è ovvio che si sentano solo proteste e voglia di difese.
... Se ci sono comportamenti sleali e pratiche vietate da parte dei paesi nuovi concorrenti, è giusto utilizzare tutti gli strumenti di difesa esistenti attivandosi nelle sedi internazionali, dove dobbiamo essere capaci di far sentire la nostra voce".