|
GIANCARLO PAGAN, editorialista
"Textile-day snobbato dal mondo politico", Il gazzettino, 24/02/2005
Il Textile-day, quando a mobilitazione, è stato un successo. Tuttavia non è chiaro quali risultati produrrà. La protesta organizzata da industriali e sindacati infatti ha lasciato indifferente la politica. Il Textile-day ha espresso la rabbia di un settore che si vede assediato da merci prodotte in Cina e in generale da Sudest asiatico. ... Sono cadute le barriere all'import, senza che sia stato fatto nulla né per difendere la piccola industria con un marchio made in Italu, né per assicurarsi che i Paesi concorrenti non barino al gioco, sostenendo i loro prodotti, come invece succede. E' accertato infatti che il governo cinese offre alle sue aziende un premio pari al 13% del valore del prodotto esportato… ... Da cinque anni si sapeva che le barriere all'import nel tessile sarebbero cadute e - come vuole la tradizione italiana - nessuno di è mosso. Dire che servono innovazione e marchio da un lato è banale, dall'altro è come chiedere la luna. Metà della stessa industria italiana non vuole il marchio made in italy, perché questo imporrebbe che la totalità del prodotto o almeno una buona percentuale fosse effettivamente fatto in Italia. Invece i gruppi medio-grandi trovano più conveniente realizzare la merce in giro per il mondo ... Quanto all'innovazione, qui il problema è gigantesco. Il luogo deputato ad innovare è l'Università, ma questa, a parte qualche mosca bianca, da anni ha perso il confronto competitivo con gli atenei europei ...
|
|
|