LUIGI PROSPERETTI, editorialista

"Leader senza difese", Il Sole 24 Ore, 22/02/2005

... Per prepararsi a una scadenza nota da tempo (... scadenza accordo Multifibre) si dovevano, e si potevano, fare molte cose. La prima era certamente quella di porre in essere regole e controlli che impedissero che l'apertura del mercato portasse con sé uno tsunami di prodotti di ignota origine geografica, a volte recanti marchi contraffatti, che spesso imitano designer noti quintessenzialmente italiani. La prima cosa da fare era dunque spingere con decisione in sede comunitaria per l'adozione obbligatoria di etichette indicanti l'origine geografica dei prodotti. Occorreva poi potenziare i controlli doganali che spesso vedono esili manipolatori di doganieri davanti a distese di container da controllare. Era poi necessario rafforzare l'azione di tutela giudiziaria. 
... Un'azienda italiana che trovi un prodotto contraffatto o privo di licenza in un a fiera tedesca riesce a ottenere in mezza giornata un'ingiunzione che ne vieti l'esposizione. La stessa azienda in Italia ha bisogno di mesi prima di ottenere, se ha fortuna, qualche tutela: ma naturalmente, a quel punto i buoi sono già scappati dalla stalla.
... Ma i poteri dello Stato sono forse anch'essi vittima di un mal sottile che pervade un'Italia povera di laureati scientifici ma ricca di aspiranti attori, convinta che il benessere si ottenga rilanciando i consumi e non la produzione e l'industria. Si, perché è l'industria che bisogna rilanciare ...
... E' con l'industria che l'Italia ha costruito una folgorante storia di sviluppo, ed è in primo luogo con l'industria che bisogna difendere il benessere che abbiamo, con fatica, conquistato.