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FABIO BRUSA, avvocato mestrino
"Il prodotto è italiano anche se fatto all'estero", Il Gazzettino, 08/02/2005
E' stata depositata la sentenza relativa all'azienda veneta, la Fro di Verona di cui Il Gazzettino si era occupato lo scorso ottobre. "La norma per la tutela del made in Italy contenuta nella Finanziaria è confusa, perché è stata scritta sotto la spinta di esigenze politiche. ... Ma la fretta ha generato un impianto legislativo carente. ... Solo l'istituzione di un marchio con specifiche ed estensioni eviterebbe dubbi interpretativi". Ma il marchio non c'è, perché gli stessi operatori economici sono in contrasto tra loro. Ci sono due scuole di pensiero. I più intransigenti (i piccoli imprenditori) vorrebbero che il marchio made in Italy fosse riservato a merci prodotte interamente in Italia in tutte le loro componenti. Gli industriali maggiori, che hanno delocalizzato parte della subfornitura, non ci sentono. Ritengono sufficiente che sia italiano il design o brevetto. In questa contrapposizione si inserisce anche l'Unione europea che vorrebbe evitare un ritorno istituzionalizzato a griffe nazionali e punta invece a distinguere tra prodotto Ue ed extra Ue.
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