|
ALESSANDRO BALISTRI, giornalista
"Cinesi all'attacco: prezzi in picchiata", Il Sole 24 Ore, 11/01/2005
"Nel risiko della moda la Cina gioca così. Ha ridotto all'osso i margini di guadagno per cogliere di sorpresa gli avversari. Ha dimezzati i prezzi per raddoppiare o addirittura quintuplicata la sua presenza sul mercato. Lo ha fatto con i pochi prodotti liberalizzati tre anni fa e adotterà la stessa strategia adesso che tutto il tessile-abbigliamento è 'libero'. ... Il peso del made in China sugli acquisti italiani di tessile-abbigliamento fuori dall'Unione europea è del 10% sui prodotti liberalizzati pochi giorni fa, vale a dire maglie, pantaloni, giacche, gonne: gran parte della moda. Ma sugli articoli che già non avevano le quote, spiega l'Associazione di produttori Sistema Moda Italia (Smi), la fetta cinese si allarga al 27%: quasi il triplo, su un import in continuo aumento. Il timore è che tutta la moda subisca lo stesso attacco nei prossimi mesi. Il timore viene dall'esperienza".
|
|
|