"Falsi, un colpo al fatturato", Il Sole 24 Ore, 17/11/2005

In Italia l'industria del falso non conosce crisi. Tanto che ormai un italiano su cinque ammette di acquistare,
abitualmente o saltuariamente, prodotti "taroccati" ...
Una situazione che il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, giudica allarmante anche perché il fenomeno ha raggiunto le dimensioni di un "contagio" internazionale. "Solo in Italia-afferma-l'industria della contraffazione vale, in termini di produzione sommersa, il 25% del Pil e sottrae quattro milioni di lavoratori al mercato regolare" ... 
...  Nella classifica delle vendite di merci "taroccate" spiccano gli articoli di abbigliamento (72%), gli accessori (14%), i dvd, i cd e le videocassette (4%). L'area di Napoli, l'hinterland milanese e la provincia Prato sono i principali centri di produzione del falso italiano, mentre la Cina (70%) si conferma leader nelle esportazioni.
Quanto all'atteggiamento verso la contraffazione, la maggior parte degli imprenditori la condanna e vorrebbe un'azione repressiva più efficace, mentre presso i consumatori prevale l'indulgenza. Un atteggiamento questo che, secondo Beretta, va combattuto con decisione. Bisogna capire - afferma - che la contraffazione è una "vera filiera criminale" nei confronti della quale "non possono esserci atteggiamenti di sottovalutazione". Un'intransigenza che, secondo il direttore di Confindustria, andrebbe applicata anche ai consumatori ("la multa da tremila euro per gli acquirenti di prodotti falsificati non è un'ingiustizia ma un investimento per la legalità del Paese").
L'epoca dell'indulgenza è finita, assicura l'Alto commissario per la lotta alla contraffazione, Roberto Cota, mentre per il presidente della Camera di Commercio di Roma, Andrea Mondello, occorre puntare anche sull'innovazione e su campagne per promuovere la qualità.