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"Pmi sempre più colpite dall'industria dei falsi", Il Giornale di Vicenza, 13/07/2005
"L'industria del falso" sottrae ogni anno alle imprese manifatturiere 6 miliardi di euro, bruciando 1,5 miliardo di euro in termini di evasione dell'Iva e 120.000 posti di lavoro in Unione Europea. È la Confartigianato a tirare le somme della crisi che sta minacciando le piccole e medie aziende, sulla base di un sondaggio condotto su un campione di 1500 realtà del made in Italy e presentato ieri dal presidente Giorgio Guerrini per lanciare la nuova campagna per tutelare e promuovere i prodotti italiani. Quattro sono i principali ostacoli che condizionano l'attività delle Pmi: dalla concorrenza dei prodotti a basso prezzo (indicato dal 51,5% degli imprenditori), alla delocalizzazione in paesi a basso costo di manodopera (14,5%), alla copiatura di brevetti e marchi, al mancato rispetto delle direttive internazionali (7%). Reagire alla concorrenza sleale non è certo facile, ma nessuno si vuole perdere d'animo. Mentre il 34,4% non ritiene di dover attuare alcun cambiamento nelle proprie politiche imprenditoriali, il 31,7% intende puntare sulla diversificazione del prodotto, il 14,9% sulla ricerca di nuovi mercati e il 7,9% pensa di ridurre la produzione.
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