MARCO PATUCCHI, giornalista

Agevolazioni e disincentivi contro la fuga delle imprese, La Repubblica, 16/09/2004

Il governo italiano studia un intervento che freni il processo di delocalizzazione industriale. Un mix di incentivi e disincentivi contro la fuga di imprese all'estero ...
La delocalizzazione dell'industria italiana è un fenomeno in crescita ma ancora lontano dai livelli raggiunti in Francia e in Germania ... E poi se da un lato il governo avverte la necessità di frenare questo processo, dall'altro non può compromettere lo sforzo di tutte le aziende che vanno all'estero con l'obiettivo primario di aumentare le proprie dimensioni e di conquistare fette di mercato all'estero.
Le misure allo studio prevedono che tutto l'armamentario di supporto alla internazionalizzazione delle industrie italiane resterò in piedi e, se possibile, sarà rafforzato in caso di aziende che trasferiscano parte della produzione all'estero senza però chiudere stabilimenti o ridurre l'occupazione in Italia. Gli stessi supporti e incentivi saranno sospesi o cancellati , invece, per quelle imprese che delocalizzano chiudendo in Italia o che non presentino adeguate garanzie sotto il profilo dei piani industriali, prefigurando in sostanza m chiusure du stabilimenti nazionali in fasi successive.
I supporti alla internazionalizzazione, ricordiamolo, sono quelli attivati dalla SImest, dalla Sace, dall'Ice, dall'Informesto dalla Finest, e vanno dai finanziamenti agevolati alla compartecipazione, agli studi di fattibilità.
Dunque la filosofia dell'intervento alla quale stanno lavorando i tecnici del Governo traccia un confine molto netto tra le aziende che fanno delocalizzazione "selvaggia" a somma occupazionale negativa, e quelle, da non penalizzare, che non provcedono invece sull'internazionalizzazione "sana". Sullos fondo verranno affinati e indirizzatigli strumenti di programmazione negoziata (contratto di programma, contratti d'area e patti territoriali), in modo che le industrie interessate ad allargare il perimotro produttivo siano siano incentivate a farlo rimanendo in Italia.