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STEFANO MICELLI, professore di gestione della produzione all'Università Ca' Foscari (Venezia)
La Cina batte la Romania, Il Gazzettino, 14/09/2004
Ormai è più conveniente aprire un'attività in Cina o in India che in Romania. I costi della manodopera sono la metà di quelli a Bucarest, le possibilità di sviluppo infinitamente più interessanti e quelle di imparare pure. A Shangai e Pechino sfornano ingegneri a getto continuo e di alta professionalità, la competizione è sfrenata. Ai nostri imprenditori dico che è meglio accettare una sfida più grande. E di non perdere un altro treno prezioso per il futuro: il Sud America. La Tim è sbarcata in forze in Brasile, un mercato da 170 milioni di persone con grossi tassi di sviluppo. Le Pmi del Nordest no, non siamo riusciti nemmeno a sfruttare i legami culturali e di sangue che abbiamo con quella gente. L'impressione è che per dieci anni il Veneto si sia cullato sull'idea di aver vinto la concorrenza con la delocalizzazione nell'est vicino. Ora c'è da rimboccarsi le maniche, puntare sull'innovazione, il design e il "cervello", cercando nello stesso tempo di esportare nei Paesi in via di sviluppo il modello di Welfare occidentale.
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