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ALFREDO RECANATESI, editorialista di economia
"Se tutti delocalizzano che cosa resterà nel nostro Paese?", La Stampa, 31/01/2005
"Il caso De' Longhi è emblematico dei problemi che deve affrontare l'industria italiana e della divergenza, per non dire il conflitto, tra le soluzioni alle quali tendono le imprese e gli interessi generali della collettività nazionale. ... la prospettiva è quella della perdita di ogni attività che possa essere fatta in Cina o in altri Paesi emergenti. ... In Italia rimarranno l'artigianato (compresi i montatori e i riparatori), una agricoltura molto industrializzata, il commercio, i servizi soprattutto alla persona, le utilità, gli apparati burocratici pubblici e privati, le funzioni alte dei processi produttivi e poco altro. E' una prospettiva al limite, ma con questo limite occorre fare i conti. E' facile immaginare, infatti, verso quale assetto sociale è indirizzato il nostro Paese, verso quali sperequazioni distributive, specie se tardasse ulteriormente la caduta dell'illusione di poter arrestare, o solo contenere, questa evoluzione accrescendo la flessibilità del lavoro, o riducendo le tutele a favore di chi lavora, o con la riduzione dei costi. ... L'esempio dei condizionatori è illuminante: o si riesce a ridurre i costi del 70% (cosa che nessuno può seriamente ipotizzare) oppure se ne trasferisce la produzione in Cina. Ma allora il problema sta evidentemente nel fatto che si vuole insistere nel produrre condizionatori, ossia qualcosa che non è più possibile produrre in Italia alle condizioni di costo dell'Italia. Andare a produrli in cina sembra, ma non è una soluzione; è solo un contenimento del danno perché si perde comunque occupazione e si perde valore aggiunto prodotto in Italia. Probabilmente è illusoria anche la possibilità di mantenere 'in casa' le funzioni alte come la ricerca e la progettazione perché i cinesi possono facilmente impararle dalle fabbriche che avranno a portata di mano. E così si conferma come il tema posto dalla globalizzazione non è 'dove' convenga produrre i condizionatori, ma 'cosa' produrre invece dei condizionatori. ... Forse sarebbe una scelta più lungimirante per l'azienda e certamente più utili al concorso che può offrire al progresso del Paese se cedesse alla Cina la sua produzione attuale, magari su licenza, e si dedicasse a qualcosa di più innovativo e sofisticato.
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