MARCO FORTIS, vicepresidente Fondazione Edison

"Sfida cinese, per l'Italia i conti non tornano", Il Sole 24 Ore, 25/01/2005

"... Crescendo a un tasso annuo del 15% le esportazioni italiane verso la Cina riuscirebbero a eguagliare le attuali (non future, poiché è auspicabile che esse possano crescere ancora) esportazioni italiane verso la Spagna solo nel 2015. Mentre per eguagliare entro il 2010 l'attuale export verso la Spagna le nostre vendite in Cina dovrebbero crescere addirittura del 25% l'anno nei prossimi 16 anni ...
... forse anziché attribuire un eccessivo rilievo al gigante asiatico come futuro mercato di sbocco per il made in Italy manifatturiero e il turismo, sarebbe più saggio cercare di preservare i mercati che già sono per noi una realtà, come gli Usa verso cui nel 2004 l'Italia ha registrato un saldo commerciale attivo di ben 11,7 miliardi di euro ...
Occorrerebbe inoltre riflettere anche sul fatto che per l'industria italiana esiste una frontiera forse più interessante e percorribile della Cina e sulla quale occorrerebbe concentrare maggiormente gli sforzi di internazionalizzazione delle nostre imprese per varie ragioni: la prossimità geografica (che favorirebbe le nostre Pmi) e le affinità culturali, di costumi e di stili di consumo. Si tratta dell'Europa centro-orientale":