GIAN PAOLO PRANDSTRALLER, Università di Bologna

"Conoscere per competere", Corriere del Veneto, 26/10/2004

...  L'affermazione sul piano planetario del gigante orientale ha fatto capire come sia essenziale per l'impresa darsi un'organizzazione adatta ai tempi d'oggi. Il lavoratore tipico del Novecento fu l'operario, quello del XXI secolo è il tecnico, il professionista, il creativo.
... Da quando è scoppiata la sfida cinese si apre per le aziende che si avvalgono di molti professionisti (ingegneri, chimici, fisici, architetti, biologi, commercialisti, matematici, medici, farmacologi, giuristi eccetera) una prospettiva nuova. La forma professionale che esse rivestono diventa garanzia di competitività perchè stimola lo sviluppo di nuove idee. Le aziende professionali oltre che di lavoro professionale dipendente si avvalgono poi di liberi professionisti esterni (avvocati, commercialisti, professori universitari, giornalisti, pubblicitari, fotografi, designer) che integrandosi con i dipendenti, conferiscono all'azienda un'aggressività produttivo.commerciale di primo piano e la agganciano al tessuto sociale.
... all'inizio del XXI si affaccia imperiosa l'esigenza di organizzare razionalmente il lavoro intellettuale, perchè possa galvanizzare ogni impresa che voglia essere leader. Si tratta di incrementare il lavoro intellettuale direttamente nella produzione, in funzione competitiva.
Oggi, la sfida cinese è anche una sfida tra imprenditori più knowledge-workers (da una parte) e imprenditori più lavoratori non qualificati (dall'altra). Non è difficile capire ove s'indirizzi in questo assetto il pronostico della vittoria.