Maurizio caiaffa, editorialista

Chi cavalca la "pancia", Corriere Veneto, 5/09/2004

Il 2005 è anno di voto regionale , e il rischio è che, mentre il sistema cambia pelle interagendo con i processi internazionali, il confronto indugi ad auscultare la "Pancia" di alcune fasce sociali, tentando di strumentalizzare a fini elettorali le legittime inquietudini. Un'avvisaglia in tal senso viene dalle esortazioni di questi giorni sul "lavoro prima ai veneti e poi agli stranieri". Ecco il pericolo: l'attardarsi su falsi argomenti.
Di ritorno dalle ferie i veneti si trovano, per soprammercato, alle prese con gli spettri della delocalizzazione e della "desertificazione produttiva" paventati in questi giorni da alti prelati e politici influenti.
Sui politici il ragionamento è complesso. E' di certo paradossale che il Veneto esprima sovente un dibattito pubblico sui temi dell'economia di levatura così scadente. L'ultima espressione di tale dibattito, per fare l'esempio più fresco, ha invocato il dovere delle imprese - non etico, ma come dire, contrattuale - di restare sul territorio da cui in passato tanto hanno ricevuto. Peccato che quell'asserito obbligo le aziende proprio non lo riconoscano.

... Ogni volta che la politica regionale dibatte sui temi economici locali, il livello non travalica se non raramente gli interessi spiccioli o le impostazioni ideologiche.
Nei mesi scorsi Enzo Rullani ha delineato una delle possibili linee di intervento in fatto di governo del fenomeno.
La politica dovrebbe creare meccanismi negoziali per cui a fronte di una decisione di delocalizzare, l'impresa interessata radichi sul territorio una parte delle sue funzioni pregiate, tipicamente quelle immateriali di cui il Veneto ha così bisogno.
Quella di rullani è una suggestione di difficile realizzazione, ma ha se non altro il merito di un'impostazione pragmatica, di un impianto saldamente riformistico.
Del resto che la politica locale non sia popolata da novelli Bersani, Tremonti, Brunetta e Letta, è anche colpa di tutti i veneti e in parte interesse delle stese associazioni di categoria. Le quali, se dovessero rapportarsi con epigono anche pallini di quei talenti, forse avrebbero qualche problemino in più nel portare a casa i finanziamenti da cui in parte dipende la loro sopravvivenza e legittimità.