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ALFREDO RECANATESI, editorialista di economia
"La Cina si spaventa e imbriglia la crescita", La Stampa, 3/5/2004
... Nel pragmatismo proprio di quel regime, l'accoglienza a braccia aperte a ogni collaborazione con le imprese americane, giapponesi (degli invisi giapponesi), o europei è dovuta alla consapevolezza che solo così possono essere acquisite le tecnologie più avanzate necessarie per il progresso di un sistema produttivo che deve provvedere ad elevare l'attuale infimo livello medio di benessere del miliardo e 400 milioni di suoi abitanti. Ma questo non significa che quel Paese, anzi quel regime, si sia occidentalizzato, ma solo che usa spregiudicatamente metodi occidentali per perseguire il suo fine collettivista, asservendo al suo dirigismo anche metodi capitalisti, compresa una ristretta classe di ricchi che produca una ricchezza da espandere poi sull'intera popolazione. Fu Deng, dopo la morte di Mao, più di vent'anni fa, a delineare questa strategia che i suoi successori hanno puntualmente confermato e diligentemente seguito ...
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