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07/04/2008

ASSEMBLEA GENERALE DELLA CONFARTIGIANATO DI VERONA

Un 2008 di rilancio associativo e di rafforzamento dell'appartenenza alla Confartigianato nazionale. Questo il messaggio riassuntivo che ha caratterizzato l'Assemblea Generale della Confartigianato di Verona, Unione Provinciale Artigiani, tenutosi ieri mattina (domenica 6 aprile) nella prestigiosa cornice di Palazzo Erbisti, sede dell'Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona.
Oltre 200 i presenti e tra loro i rappresentanti di Enti, Istituzioni, e realtà imprenditoriali, associative e politiche della nostra provincia, senza dimenticare i vertici della Confartigianato regionale e nazionale.
Al tavolo dei relatori il presidente Ferdinando Albini, affiancato dai vicepresidenti Silvano Scevaroli e Luciano Garonzi e dal vicepresidente vicario della Confartigianato del Veneto, Daniele Parisotto. Dopo il benvenuto del presidente dell'Accademia, l'ingegner Galeazzo Sciarretta, ha preso la parola il presidente Albini, per un intervento che ha suscitato interesse e applausi di approvazione durante i passi dai toni più "accesi".
"L'Unione Provinciale Artigiani - ha affermato Albini - resterà se stessa, ma completerà la propria identità con uno sguardo al futuro, rimanendo ben ancorata al solido terreno del passato. Il riferimento alla Confartigianato apparirà da oggi nel nostro nuovo logo associativo (nell'occasione presentato ufficialmente ndr.) e rappresenterà un completamento della nostra identità".
"La storia dell'artigianato siamo noi, da sempre", questo lo slogan dell'Assemblea Generale, con un limpido richiamo al primato associativo che la Confartigianato ha costruito in oltre 60 anni di storia, sia a livello nazionale che provinciale.
"La vocazione artigiana del Veneto - sono i dati forniti dal presidente Albini - è attestata dalle cifre: 148 mila imprese artigiane, il 29% del totale; quattrocentoventimila addetti, la metà dei quali lavoratori dipendenti; oltre diciassette miliardi e mezzi di euro di reddito prodotto, un quarto dell'export regionale. Indicatori che pongono il Veneto al secondo posto tra le regioni d'Italia per importanza dell'artigianato. Per quanto riguarda la nostra provincia, mi limito a ricordare che le imprese artigiane attive nel 2007 sono risultate essere 29.473. In questo contesto, il ruolo delle associazioni di categoria e della Confartigianato in particolare, è stato fondamentale".
Non sono mancati accenni ad un diffuso sentimento di preoccupazione che sta pervadendo il sistema-Paese, a causa della difficile congiuntura economica che si riflette con effetti molto più visibili nelle aree che sono anche le più produttive. "Dovremo continuare a vigilare - ha affermato il presidente della Confartigianato di Verona - e a batterci per costruire condizioni favorevoli alla creazione di lavoro e alle potenzialità delle piccole imprese. Puntiamo ad aumentare la forza dei nostri ‘numeri' per incidere sulle scelte di politica economica, per creare un ambiente legislativo, infrastrutturale, culturale più adatto ai piccoli imprenditori".
Un mondo produttivo che a livello nazionale chiede "uomini": 71 mila i posti disponibili, con particolare riferimento ad una carenza di falegnami, meccanici, sarti e parrucchieri. "Sosteniamo la formazione professionale - ha invitato Albini -, l'apprendistato, la cultura tecnica e quel sapere artigianale che è alla base della vincente creatività italiana".
Tra gli altri temi affrontati nel discorso del presidente, le difficoltà legate agli aumenti delle tariffe, dell'energia elettrica (che i piccoli imprenditori italiani pagano il 22,6% in più rispetto ai colleghi dell'Unione Europea), le dinamiche salariali e retributive che fanno perdere progressivamente potere d'acquisto, la sicurezza nei luoghi di lavoro (con la condanna della nuova normativa in materia), la pressione fiscale.
"Non possiamo esimerci dal constatare - sono state le parole di Albini - che la nostra Assemblea cade ad una settimana esatta dalle elezioni politiche e, per alcuni Comuni, dal rinnovo dei consigli comunali. La nostra speranza è che il nuovo Governo nazionale che si andrà a formare si dia come obiettivo primario la crescita economica. Senza crescita aumentano i problemi e le tensioni sociali. Come artigianato stiamo toccando il fondo a forza di doverci confrontare con sempre nuove difficoltà e paletti, con accuse e provvedimenti penalizzanti e strumentali. Tradizionalmente la nostra Confartigianato si è sempre mantenuta equidistante dalle diverse forze politiche: l'unico invito che posso rivolgere è quello di andare a votare e di valutare bene le persone, scegliendo chi veramente possa offrire garanzie di rappresentanza per il nostro mondo artigiano".
A seguire è intervenuto l'Assessore provinciale Alberto Martelletto, in rappresentanza del presidente della Provincia Elio Mosele, che ha confermato lo stretto rapporto di collaborazione con il mondo associativo dell'imprenditoria locale, auspicando che "lo scenario politico cambi per migliorare".
Molto atteso il discorso del sindaco di Verona, Flavio Tosi, il quale ha preso spunto dall'intervento del presidente Albini per sottolineare la faragginosità  dell'apparato pubblico, "del quale, per fare un esempio - ha affermato -, il parcheggio in costruzione in piazza Viviani ne è il monumento. Un'opera bloccata dalla lentezza dei procedimenti governati da leggi e norme che seguono una logica di ‘elefantiasi burocratica'. Per quel che riguarda la congiuntura economica, il nostro sistema produttivo è sempre riuscito a rispondere. L'artigiano è fatto così: si rimbocca le maniche e lavora qualche ora in più, ma il gioco al massacro non può funzionare all'infinito e in questo momento ci stiamo avviando verso il punto di rottura. Ora servono interventi strutturali, non si può continuare a lasciare che i cittadini si arrangino".
Un pensiero condiviso anche dal presidente della Camera di Commercio, Fabio Bortolazzi, il quale ha ricordato la propria vicinanza al mondo imprenditoriale di piccole dimensioni, con un interessante riassunto dei diversi problemi che stanno contribuendo a frenare la crescita del Paese: dalla crisi dell'Alitalia agli attacchi ingiustificati al made in Italy, dall'assalto delle esportazioni cinesi ai tassi d'interesse ormai insostenibili. "Il lavoro è un valore - ha affermato Bortolazzi - e non può essere considerato una colpa. L'impresa manipolata dalla finanza non è la nostra impresa, fatta di gente che ci mette la faccia e la schiena, che rischia di suo e non viene in nessun modo aiutata. I nostri piccoli imprenditori da soli non ce la fanno più: ci devono credere, ma devono anche fare in modo che chi ci governerà recepisca i loro disagi e le loro esigenze. Non c'è più molto tempo, se non vogliamo che l'Italia diventi un paese destinato al declino".
A seguire l'intervento del vicepresidente vicario della Confartigianato del Veneto, il veronese Daniele Parisotto, chiamato a rappresentare la Confederazione regionale dopo le dimissioni del presidente Vendemiano Sartor, candidatosi alle prossime elezioni politiche assieme al collega Walter Dalla Costa (presidente dell'UPA di Padova), entrambi presenti in sala.
Dopo l'intervento di Sebastiano Zanolli, manager affermato di una delle più prestigiose marche italiane del settore abbigliamento e relatore di successo sul fronte motivazionale, nel quale sono stati presentati alcuni interessanti spunti di riflessione sul tema dell'artigiano e i nuovi paradigmi socio-economici, sul leggio della splendida sala conferenze finemente affrescata si sono alternati il vicepresidente nazionale di Confartigianato, Gianmaria Rizzi, e i due candidati artigiani alle prossime elezioni, Vendemiano Sartor e Walter Dalla Costa.
In chiusura di Assemblea, le varie autorità presenti si sono prestate a premiare gli artigiani benemeriti che da 30 anni e oltre rinnovano la loro fiducia nella Confartigianato di Verona.
Un riconoscimento particolare, infine, è stato riservato per gli artigiani che hanno contribuito alla realizzazione della "Culla salva bebè", recentemente inaugurata presso il Tempio Votivo di fronte alla stazione di Porta Nuova. "Il loro lavoro - ha detto Albini - è stato fondamentale per la costruzione di quello che vorrei definire uno ‘strumento di civiltà', che ci auguriamo possa salvare molti neonati altrimenti destinati a venire lasciati per strada o in qualche cassonetto"
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