01/02/2008
CONTRIBUENTI MINIMI: FORSE MENO DEL 10% LE IMPRESE CHE POTRANNO ADERIRE AL COSIDDETTO "FORFETTONE" E' oramai certo: i canoni di affitto rientreranno tra gli acquisti di beni strumentali, il cui importo totale non deve superare i 15mila euro nel triennio precedente il 2008, per poter aderire al regime semplificato per i contribuenti "minimi". Tale certezza pone la Confartigianato di Verona di fronte ad una evidenza: il cosiddetto forfettone risulterà applicabile in maniera decisamente limitata per il mondo artigiano. Alla luce di questa novità, da stime molto attendibili provenienti dagli uffici fiscali delle oltre 140 sedi di Confartigianato distribuite su tutto il territorio regionale, le imprese artigiane che potranno concretamente aderire al nuovo regime che sostituisce Irpef, Irap e Iva con un'imposta del 20% sul reddito, saranno probabilmente meno di un 10% del totale. "Il regime dei minimi, così come concepito dal Governo, avrebbe dovuto semplificare il carico burocratico in carico alle aziende di piccole dimensioni - è il commento del presidente della Confartigianato di Verona, Ferdinando Albini - ma in realtà, vista la scarsa potenzialità applicativa, l'effetto sortito è da considerarsi quasi nullo". Il nuovo regime fiscale semplificato, entrato in vigore il 1° gennaio di quest'anno e dedicato alle persone fisiche che esercitano attività di impresa, arti o professioni, non in maniera associata, può essere utilizzato solo da chi nel 2007 ha conseguito ricavi, o percepito compensi, inferiori a 30.000 euro lordi, non ha effettuato cessioni all'esportazione, non ha sostenuto spese per lavoro dipendente e soprattutto non deve aver effettuato, nel triennio 2005-2007, acquisti di beni strumentali per un ammontare complessivo superiore a 15.000 euro, tenendo conto anche dei beni acquisiti mediante contratti di appalto o di locazione, compresa quella finanziaria. "E proprio qui sta l'inghippo che vanifica l'impatto del nuovo strumento - commenta Albini -: nel conteggio, infatti, rientrano anche i canoni di affitto dei locali destinati alle attività, condizione questa in cui si trovano gran parte delle nostre botteghe situate nei centri storici e che raramente hanno un locale di proprietà. Basta quindi dover pagare una pigione di poco superiore ai 400 euro mensili per perdere i requisiti di adesione al forfettone. Si prospetta, dunque, una scarsa adesione a tale strumento, molto al di sotto delle prime stime fatte dallo stesso Governo al momento dell'approvazione. Il regime forfettario poteva essere un primo passo verso la riduzione della burocrazia, peccato che riguardi solo poche imprese che, sul piano economico, sono di fatto al limite della sopravvivenza". Per la Confartigianato di Verona è importante sottolineare che, se da una parte il regime dei "minimi" permette di tagliare molti adempimenti, dall'altra comporta una serie di valutazioni e di verifiche che consigliano al piccolo imprenditore di affidarsi assolutamente all'assistenza del fiscalista. Quest'ultimo dovrà valutare, infatti, la possibilità di entrata nel regime, regolare eventuali partite pregresse in ambito Iva o imposte sui redditi, verificare la presenza dei requisiti per la permanenza nel regime e far fronte agli adempimenti relativi all'eventuale uscita dallo stesso. Chiaramente, la consulenza, messa a disposizione anche dall'Ufficio Fiscale-Tributario della Confartigianato di Verona, dovrà identificare la reale convenienza ad aderire al "forfettone", perché se è vero che cala l'aliquota sul reddito, parallelamente l'Iva sull'acquisto di un macchinario o di uno strumento non è più detraibile, e diventa pertanto un costo. |