31/07/2008
RAPPORTO ARTIGIANATO: ALLARME ROSSO PER PRATO Allarme rosso per l'artigianato pratese. L'andamento economico del 2008 presenta un quadro allarmante per le aziende artigiane toscane, in specie pratesi. Dal rapporto pubblicizzato nei giorni scorsi dall'Osservatorio regionale Toscano sull'Artigianato sul primo semestre 2008 emerge un crollo drammatico del fatturato. Previsioni ancora più pessimistiche riguardano la seconda parte dell'anno. Secondo Luca Giusti, vicepresidente di Confartigianato Imprese Prato, "l'allarme è tale che l'Osservatorio denuncia il rischio, per interi sistemi territoriali, di arrivare a processi irreversibili di svuotamento imprenditoriale. In altre parole, la durata del periodo di difficoltà e l'erosione dei margini economici sono ormai tali da mettere a rischio non solo lo sviluppo ma anche la sopravvivenza di interi sub-sistemi di attività artigiane". Questo processo - prosegue Giusti - "è particolarmente evidente a Prato, che su base regionale si conferma come la provincia più in difficoltà, con una flessione del fatturato delle aziende artigiane del sistema moda di poco inferiore al 14%. La crisi colpisce in maniera particolarmente pesante le microimprese artigiane che operano nel settore tessile conto terzi. La nostra associazione da tempo denuncia la scomparsa di interi pezzi della filiera tessile ma la gravità della situazione è segnata anche dalla difficoltà degli altri comparti manifatturieri, delle costruzioni e perfino dei servizi. Non sono più solo le attività esposte alla concorrenza internazionale ad accusare la crisi, ma anche quelle che più risentono della dinamica dei redditi e della domanda interna, colpite dalla riduzione del potere di acquisto di salari e stipendi, tendenze aggravate dalle aspettative negative sulla dinamica dell'economia nazionale anche per il 2009". Si sta intravedendo - prosegue ancora Giusti - "il rischio di una riconfigurazione pesante del manifatturiero: un nuovo assetto organizzativo di gran parte di queste attività sempre meno integrate nei sistemi di produzione locale e della sub-fornitura artigiana e sempre più orientate all'utilizzo di semilavorati o prodotti intermedi acquistati sui mercati internazionali o legati ai vari schemi di delocalizzazione e produzione estera. In questo processo il distretto tessile pratese corre un rischio micidiale qualora continuino a prodursi effetti di spiazzamento delle attività artigiane con esiti pesanti sia sotto il profilo occupazionale che nella tenuta sociale dell'intero sistema. Le azioni da intraprendere per contrastare queste difficoltà - conclude Giusti - non possono più essere parziali ed episodiche, né tantomeno chiuse all'interno di accordi interni a singoli sistemi associativi, occorre piuttosto che gli attori principali della filiera della moda, industriali ed artigiani, committenti e terzisti, con il supporto delle loro associazioni di rappresentanza, diano vita ad un nuovo sistema di relazioni produttive e commerciali che sia in grado di fronteggiare la ormai dilagante concorrenza interna ed internazionale dei paesi emergenti". |