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07/08/2008

PER LE PICCOLE IMPRESE I PREZZI PIU' ALTI DELL'UE PER L'ENERGIA: 52% IN PIU'

Mercato libero dell'energia ancora per poche imprese e ancora poco conveniente. E intanto i prezzi continuano a salire. Da luglio 2007 ad oggi il costo dell'energia elettrica per le piccole imprese è aumentato del 14,9%. Risultato: in un anno i piccoli imprenditori che operano sul mercato tutelato hanno dovuto spendere 505,1 milioni di euro in più. E si conferma un primato negativo: le piccole imprese italiane pagano i prezzi dell'energia elettrica più alti dell'Ue: fino al 52% in più rispetto ai competitors europei. Lo denuncia un rapporto curato dall'Ufficio studi di Confartigianato.
Secondo il rapporto i rincari subiti dalle piccole imprese nell'ultimo anno sono superiori di 5 punti rispetto a quelli che hanno colpito le famiglie e doppi rispetto alla media degli aumenti registrati nei Paesi dell'area euro.
Colpa del caro-petrolio, ma non solo. Secondo il presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo «gli effetti dello shock petrolifero sulla bolletta elettrica delle aziende potrebbero essere più contenuti se in Italia avessimo un mercato dell'energia realmente libero e animato da vera concorrenza ed un sistema di distribuzione e di trasmissione efficiente e trasparente».
Gli imprenditori - come emerge dal Rapporto di Confartigianato che contiene un sondaggio ad un campione di 4.200 imprese con meno di 20 addetti - sono diffidenti circa la convenienza economica e la qualità delle offerte di energia sul mercato libero. Risultato: nonostante siano passati 4 anni dall'apertura del mercato dell'energia, soltanto il 18,1% delle piccole imprese (pari a 475.472 aziende) oggi si approvvigiona di elettricità sul mercato libero. Il restante 81,9% di piccole imprese (3.180.465 aziende) opera nel cosiddetto mercato di "maggiore tutela" nel quale i prezzi vengono aggiornati ogni trimestre dall'Autorità per l'energia elettrica ed il gas.
«Ma le cose - sottolinea Pascolo - potrebbero peggiorare. Dal primo gennaio 2009, infatti, per le piccole imprese che operano sul mercato di maggior tutela (vale a dire oltre 3 milioni di aziende e tra queste il 98% delle Pmi artigiane Pordenonesi, poco meno di 8 mila) entrerà in vigore la profilazione per fasce orarie che pur rendendo i prezzi dell'energia elettrica più aderenti ai reali costi di produzione potrebbe determinare aggravi di spesa per chi consuma nelle ore diurne dei giorni feriali, cioè proprio quelle un cui si concentra il 91,3% dei consumi di energia delle piccole imprese artigiane. La stima di incremento di costi con il nuovo regime parla di altri 120,7 euro in più di maggiori costi per azienda. Sono necessari interventi rapidi - conclude Pascolo - perché il sistema delle piccole imprese non può continuare a sostenere questi rincari».

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