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25/06/2008

PORDENONE: PLAUSO ALLA MANOVRA MA ORA ATTENDIAMO I FATTI

Un piano triennale, quello presentato dal Governo, che raccoglie il plauso degli artigiani. A patto che «si passi dalle parole ai fatti».
Un'apertura di credito quella del presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo, nel commento alla manovra presentata dal Consiglio dei ministri.
«Come imprenditori, come artigiani, come associazione di categoria - rimarca Pascolo - ci interessa, parlando di servizi pubblici locali, che vengano create condizioni di efficienza per un mercato che vale 23,6 miliardi di euro e che rappresenta un fattore strategico per la competitività delle imprese. Vogliamo una riforma in grado di aprire il mercato dei servizi pubblici locali alla vera concorrenza, introducendo la regola generale dell'assegnazione dei servizi attraverso le gare. Finora abbiamo assistito soltanto a ‘prove tecniche di liberalizzazione' con il risultato che ciascuna famiglia italiana spende in media 1.443 euro all'anno per i servizi pubblici locali. L'incidenza media di questa cifra sul reddito familiare è del 4,4%»
Passando alla decisione del Governo di affrontare i problemi all'origine dei ritardi del sistema giudiziario «è una scelta di grande civiltà che Confartigianato sollecita da tempo. Finalmente le imprese potranno contare su certezza e rapidità della giustizia civile».
«L'efficienza della giustizia civile  - sottolinea Pascolo - è un altro elemento strategico per migliorare la competitività delle imprese. Oggi i tempi dei procedimenti sono inaccettabili. La giustizia-lumaca impedisce agli imprenditori di esercitare i propri diritti e sottrae loro 2,3 miliardi di euro l'anno. Basti dire che la durata media di un procedimento civile, tra primo e secondo grado, è di quasi 5 anni, e anche il Friuli Venezia Giulia, con 1.247 giorni medi, non si distanzia di molto dalla media nazionale. I tempi per chiudere un fallimento superano gli 8 anni. Un processo in materia di lavoro, tra primo grado e appello, dura in media oltre 4 anni, così come 4 anni dura una controversia in materia di fisco».
Altro tema cruciale il mercato del lavoro. Anche qui c'è apprezzamento per le proposte dei ministro al Welfare, Sacconi, che si impegnano ad eliminare il fardello di normative che ingessano il mercato del lavoro e a valorizzare l'apprendistato, che rappresenta un fondamentale contratto a contenuto formativo e un canale privilegiato per l'assunzione a tempo indeterminato. «Il potenziamento del contratto di apprendistato attraverso la valorizzazione del ruolo delle parti sociali ed il coinvolgimento degli enti bilaterali - spiega Pascolo - è un provvedimento auspicato . In questo modo si riconosce che l'impresa è il luogo tipico della formazione e si punta a favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro». Intervento più che mai necessario se si considera  che in Italia il tasso di occupazione dei giovani tra i 15 e i 25 anni è il più basso d'Europa: 25,5% a fronte della media Ue del 40,3%».
Secondo un'indagine condotta da Confartigianato gli artigiani investono molto tempo e molto denaro per formare i neo assunti: per insegnare il mestiere ai nuovi dipendenti ogni anno dedicano 103 milioni di ore e spendono 1,6 miliardi. L'artigianato è anche il settore con il maggior numero di apprendisti: 225.104. La stessa indagine conferma che oltre il 70% di loro verrà assunto a tempo indeterminato.
Infine la burocrazia. «Siamo il Paese europeo con il più alto tasso di natalità imprenditoriale, 1.200 nuove imprese al giorno, ma anche con il più alto numero di leggi, quasi 22 mila, e con il maggior peso di burocrazia che alle imprese costa 15 miliardi l'anno. Le semplificazioni annunciate dal Governo alle parti sociali sono un passo fondamentale per liberare le energie degli imprenditori».
«Se si riuscisse ad eliminare tutto l'attuale carico di inutile burocrazia - sottolinea Pascolo - le micro e piccole imprese recupererebbero il 53,7% del gap di produttività che oggi scontano rispetto alla media di Francia, Germania, Spagna». Non dimenticando che il peso maggiore dei costi della burocrazia viene sopportato dalle microimprese (quelle che occupano fino a 9 addetti). Inoltre, ciascuna micro impresa deve impiegare in media una persona per 89,5 giorni per sbrigare gli adempimenti burocratici.


Dati sui costi burocratici delle imprese

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