19/06/2008
EDILIZIA: SANZIONI PER VIOLAZIONI REALI ALLE NORME SULLA SICUREZZA. NON PER "FARE CASSA"
E' stato Claudio Dorigo, capocategoria della categoria delle imprese edili di Confartigianato Pordenone, nonchè consigliere nazionale della Federazione, ad introdurre i lavori del seminario tecnico sul tema "Sicurezza dei cantieri temporanei e mobili" organizzato dall'associazione di categoria e svoltosi nell'auditorium della Regione mercoledì sera, registrando il "tutto esaurito". Segnale evidente dell'attualità del tema affrontato e soprattutto dell'esigenza di informazioni molto puntuali sul nuovo "Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro", ovvero il decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008, entrato in vigore il 15 maggio scorso. Ma prima di passare all'approfondimento tecnico della norma, Dorigo ha rimarcato le criticità che le imprese edili e non solo, ed anche Confartigianato, hanno individuato in un decreto che inasprisce pesantemente le sanzioni «per aspetti prettamente formali. Quasi che - ironizza il capocategoria - più carte si producano, maggiore sia la sicurezza. Non è così! Da imprenditori, ma anche da cittadini, sappiamo bene che la produzione ingiustificata di burocrazia accresce i costi e non apporta alcun beneficio. Nemmeno in un tema delicato e complesso come quello degli infortuni sul lavoro. Non siamo "contro" le norme sulla sicurezza, anzi. Chi conosce le imprese artigiane sa bene che l'imprenditore è sempre davanti all'operaio, sulle impalcature come sui tetti, ai piedi di un ponteggio e sulla passerella più alta. I lavoratori delle imprese artigiane hanno un nome, non sono manodopera alla catena di montaggio, sono individui che crescono con l'impresa e che ne diventano parte integrante. Gli imprenditori artigiani non "giocano" sulla sicurezza perché significherebbe mettere a rischio la propria vita e quella dei collaboratori. Per cui: sì a norme ben precise sulla sicurezza del lavoro, ma diciamo "no" ad una produzione abnorme di carte». «E - chiarisce Dorigo - sì anche alle sanzioni per violazioni sostanziali alle norme, per il mancato rispetto delle leggi, per l'assenza di presidi finalizzati alla protezione individuale. Multe milionarie per l'assenza di una carta, per una firma che manca o una fotocopia che non c'è, sono, francamente, inaccettabili». L'edilizia è un comparto a rischio di infortuni anche gravi, «ma va ricordato - ancora Dorigo - il trend degli ultimi anni, che vede l'edilizia migliorare sensibilmente. Merito anche dell'impegno in formazione e informazione, rivolto dalla nostra associazione, nei confronti di datori di lavoro e lavoratori. Questa - ha ribadito il leader della categoria - rimane la via maestra per ridurre il fenomeno. Non dimenticherei inoltre che il 30% degli infortuni è "in itinere", e quindi si tratta di incidenti stradali che si verificano nel tragitto casa-lavoro-casa. E oltre il 50% di questi, sono mortali». Dorigo ha quindi rimarcato la necessità che «le imprese del settore comprendano la necessità di fare squadra. L'associazionismo - ha dichiarato - fa sì che la nostra categoria possa avere voce e peso laddove le decisioni si prendono. L‘individualismo determina la condizione di confinare il comparto ad un ruolo passivo, un soggetto sul quale far ricadere, spesso senza confronto, decisioni che altri assumono». Agli organi di vigilanza (numerosi gli ispettori presenti all'incontro) Dorigo ha chiesto di discriminare le violazioni sostanziali alle norme sulla sicurezza, dal mancato rispetto di adempimenti formali. «Laddove la norma non rispettata incide davvero sulla sicurezza, si sanzioni. Negli altri casi si dia il tempo all'impresa di mettersi in regola con la carta che manca». L'incontro è quindi proseguito con le relazioni dell'architetto Emanuela Dal Santo, consulente in materia di sicurezza del lavoro, che ha parlato di responsabilità e adempimenti a carico del datore di lavoro, e dell'avvocato Piero Cucchisi che si è occupato nel merito dell'apparato sanzionatorio e della regolarità del lavoro in edilizia. L'elevato numero di adesioni al seminario ha imposto a Confartigianato di organizzare un secondo incontro per consentire a tutti coloro che avevano manifestato interesse per il seminario, a parteciparvi. Il convegno sarà dunque replicato martedì 24 giugno, a partire dalle ore 18, sempre presso l'Auditorium della Regione di via Roma a Pordenone. Ulteriori informazioni possono essere richieste al geom. Franchi o al geom. Mazzarotto (0434.5091), o via mail a g.franchi@confartigianato.pordenone.it; l.mazzarotto@confartigianato.pordenone.it. |