08/05/2008
LE CATEGORIE ECONOMICHE "CHIAMANO" LA POLITICA REGIONALE «Le associazioni imprenditoriali di Pordenone, Confartigianato - Confcommercio - Confcooperative - Unione Industriali Pordenone - Coldiretti, hanno invitato tutti i consiglieri regionali eletti nella provincia a questo incontro allo scopo di illustrare ai neoconsiglieri le proposte delle Associazioni di categoria per rilanciare e rafforzare il tessuto economico produttivo, e quindi il lavoro e la ricchezza del nostro territorio». Così Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato Imprese Pordenone, a nome di tutte le organizzazioni imprenditoriali, ha esordito all'incontro con i consiglieri regionali eletti nella destra Tagliamento e che oggi fanno parte del nuovo consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. E' stato Pascolo, infatti, ad illustrare la parte comune delle richieste consegnate alla politica regionale, per poi passare a dettagliare i temi specifici dell'artigianato, così come Alberto Marchiori (Confcommercio) ha fatto per la categoria del commercio, Maurizio Cini (Unindustria) per gli industriali, Virgilio Maiorano (Confcooperative) per la cooperazione, Cesare Bertoia (Coldiretti) per l'agricoltura. «Prima di tutto il messaggio che le forze economiche pordenonesi vogliono trasmettere agli amministratori regionali è quello di "fare squadra" per difendere, al di là delle divisioni partitiche, gli interessi della nostra economia e quindi della nostra gente - ha proseguito Pascolo -. Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Unione Industriali Pordenone e Coldiretti auspicano che la nuova maggioranza a cui i cittadini hanno recentemente affidato la responsabilità di governare il Friuli-Venezia Giulia per i prossimi cinque anni, collochi al centro delle proprie politiche le imprese e le loro legittime esigenze; da esse dipende lo sviluppo economico del territorio e di conseguenza l'occupazione, la qualità della vita e dei servizi sociali». Passando ad illustrare il contesto in cui si muovono le imprese, Pascolo ha sottolineato come «le associazioni economiche della provincia di Pordenone esprimono forte preoccupazione per la situazione economica generale che si ripercuote negativamente in tutti i comparti dell'industria, del commercio, dell'artigianato, dell'agricoltura e della cooperazione. Gli sforzi che le nostre imprese fanno quotidianamente per vincere le nuove sfide che il mercato globale pone loro davanti, rischiano di essere vanificati ed il 2008, se non ci saranno scelte coraggiose in campo politico, economico e sociale, sarà un anno molto difficile». Nel merito, il presidente degli artigiani ha spiegato che «i principali problemi che secondo noi la politica non ha affrontato in questi anni e che dovrà affrontare da subito per rilanciare la crescita economica nel nostro Paese, sono i seguenti: - diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie; - ridurre la spesa pubblica ed i costi della politica (soprattutto quelli indiretti); - liberare le imprese dai costi della burocrazia (ogni anno le imprese italiane bruciano 15 miliardi di Euro in adempimenti burocratici e ne sprecano 2.300 milioni a causa dei tempi lunghi della giustizia civile); - eliminare i monopoli e i mercati protetti (liberalizzazione e concorrenza reale devono essere le parole d'ordine); - ridurre i costi dell'energia per le imprese; in Italia non c'è, da troppi anni, una vera politica energetica e dipendiamo totalmente dall'estero; - superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente; - favorire concretamente la libera iniziativa imprenditoriale e superare l'abitudine culturale al posto di lavoro pubblico garantito a vita; - diminuire il costo del lavoro e superarne le inaccettabili ed inutili rigidità; - affrontare con rigore il problema della sicurezza dei cittadini e delle imprese a fronte di un preoccupante aumento della criminalità.
Per quanto riguarda in maniera più specifica le competenze dell'Amministrazione regionale, nonché i problemi del comparto artigiano - ha aggiunto -, voglio richiamare la Vostra attenzione sui seguenti punti: - Il primo è relativo ad una maggiore attenzione nei confronti delle piccole e delle micro imprese dal punto di vista del sostegno finanziario. E' necessario un intervento urgente e sufficientemente capiente (sono stimati cinque o sei milioni di Euro per l'Artigianato) per consentire alle imprese artigiane di usufruire delle linee agevolative delegate alle Camere di Commercio: ciò consentirà a molte micro imprese di realizzare investimenti per la continuità di impresa tra le generazioni, per la certificazione di qualità, per la presenza di botteghe artistiche e tradizionali, per il commercio elettronico e la partecipazione a Fiere nazionali ed estere. - Dovrà essere confermato e rafforzato l'impegno assunto da parte dell'Amministrazione precedente nei confronti dei Centri di Assistenza Tecnica alle imprese artigiane per il tutoraggio e l'accompagnamento delle imprese di nuova costituzione. - Dovrà essere rifondata la Commissione regionale per l'Artigianato dando ad essa un ruolo politico e di cabina di regia delle politiche regionali a favore del comparto. - Dovranno inoltre essere realizzate o completate tutte le infrastrutture del nostro territorio: in particolare l'estensione della banda larga per garantire la sua accessibilità all'imprenditoria diffusa della nostra provincia, il completamento di una efficiente rete stradale ed autostradale, nonché la realizzazione di tutto ciò che è necessario per rendere più competitiva, dal punto di vista economico, la nostra provincia. Concludo esprimendo la convinzione, condivisa da tutte le Associazioni presenti, che oggi nella nostra Regione, come a livello nazionale, esistono le condizioni per realizzare un reale e concreto processo di riforma e di risanamento del nostro sistema economico. Formulo l'auspicio che questa situazione favorevole di governabilità venga utilizzata al meglio. Per quanto Vi riguarda, come consiglieri regionali espressione della nostra provincia, noi Vi consegniamo questo mandato: quello cioè di rappresentare, di difendere e di mettere davanti a tutto l'obiettivo di migliorare la vita economica e sociale del nostro territorio e delle nostre genti e, per quello che ci riguarda più da vicino, di mettere le nostre imprese nelle condizioni di poter esprimere e sviluppare tutte le grandi potenzialità che esse hanno». |