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18/02/2005
L'ARTIGIANATO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA AL "TAVOLO PER IL NORD EST"
Un "tavolo" per il Nord Est, per la difesa delle Pmi che costituiscono l'ossatura portante del sistema produttivo italiano e di quest'area del Paese in particolare, per individuare modalità e strategie a tutela del made in Italy, troppo spesso imitato con i conseguenti riverberi negativi per le imprese, ma anche per riflettere su normative, quali alcuni pronunciamenti della Ue, che mettono a rischio i prodotti artigianati a vantaggio di quelli industriali "condannando a morte alcune produzioni tipiche - rilevano dalla Confartigianato del Friuli Venezia Giulia - che sono invece una ricchezza per il turismo enogastronomico dei nostri territorio e dell'intero Paese". E' il Tavolo per il Nord Est di Alleanza Nazionale al quale hanno partecipato, all'incontro romano, il viceministro Adolfo Urso, il sottosegretario all'economia e alle finanze Manlio Contento, il presidente della Confartigianato nazionale Guerrini e il segretario nazionale Fumagalli, il presidente della Confartigianato del Friuli Venezia Giulia Fulvio Bronzi, il vicepresidente regionale Carlo Faleschini, il segretario regionale Maurizio Lucchetta, i presidenti delle associazioni provinciali di Udine, Gorizia, Monfalcone e Trieste. "Alleanza nazionale - ha spiegato Urso - intende farsi portavoce delle richieste provenienti dalle Pmi che chiedono una politica della competitività che risponda maggiormente alle esigenze produttive di queste aziende del Nord Est ma anche delle altre province italiane" alla luce delle sfide che sempre più si vanno delineando generate dall'allargamento della Ue, l'accelerazione del processo di internazionalizzazione, la competizione che arriva dal Far East. Se fino ad ora le Pmi del Nord Est hanno saputo generare dal nulla un nuovo modello di sviluppo, oggi questo si scontra con l'assenza di una struttura economica integrata "pronta ad affrontare in maniera compatta la sfida dell'internazionalizzazione. Nel Nord Est - ha ricordato Urso - sono concentrati il 70% dei distretti produttivi italiani, ma rischiano di rallentare la corsa a causa dell'effetto congiunto della delocalizzazione selvaggia, della concorrenza sleale e di una riconversione industriale che tarda a realizzarsi". E quanto siano concrete le difficoltà per le Pmi artigiane, è stato oggetto del vertice romano nel corso del quale dalla Confartigianato sono state confermate le preoccupazioni per la tenuta del distretto del coltello, dove proprio le Pmi sono in maggiore sofferenza, e la difficile competizione che la subfornitura del legno-mobile o della sedia stanno affrontando, spesso schiacciati dai committenti industriali. In difesa dell'originalità delle produzioni made in Friuli, la Confartigianato del Friuli Venezia Giulia ha chiesto maggiori e severi controlli sulla correttezza dell'etichettatura made in Italy, una norma sulla tracciabilità per i prodotti dell'industria, del tessile e dell'abbigliamento, un testo unico per i prodotti made in Italy; agevolazioni fiscali per gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, prevedere agevolazioni per gli investimenti finalizzati alla creazione e all'ampliamento di attività produttive, politiche di sostegno all'integrazione fra imprese, aiuti a quelle imprese che devono essere presenti sui mercati mondiali. E infine "un impegno costante del Governo - hanno concluso Bronzi, Faleschini e Lucchetta - alla realizzazione di quelle infrastrutture, stradali, autostradali, immateriali, la cui assenza oggi è un gap alla competizione ma che, una volta ultimate, potrebbero trasformarsi in alleate delle aziende regionali nell'affrontare la sfida globale".
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