artigianinet.com

cerca: nel sito
un'azienda

Gestione registro forniture

home
ricerca
notizie
servizi
categorie
diventa artigiano
partners
link utili
artigianinet

aree tematiche
dossier
ricerche e pubblicazioni
artigianato
associazioni partner
confartigianato
informaimpresa
link
cerca nella sezione:
Occupazione e lavoro
Economia
Occupazione e lavoro
Internet e tecnologie
Europa
Formazione
Ambiente
Energia
Eventi
Sicurezza


 

 

 

 

 

 

 

15/10/2008

TELELAVORO: L'ITALIA AL QUARTO POSTO IN EUROPA

L'Italia si trova al quarto posto in Europa nell'offerta del telelavoro. E' quanto emerge da una ricerca indipendente commissionata da Avaya, un'azienda leader nel settore delle telecomunicazioni, sulla diffusione del telelavoro nelle aziende e la propensione al telelavoro dei cittadini, attraverso le opinioni espresse da oltre 3mila lavoratori di Francia, Germania, Italia, Russia, Spagna e Regno Unito.
Secondo l'indagine, il 91% dei dipendenti italiani lavorerebbe in "mobilità", ma sono il 16% delle imprese italiane consente di accedere a questo privilegio a tutta la propria forza lavoro, con una media europea del 17%. Per i lavoratori del nostro paese il telelavoro rappresenta un'opportunità ben percepita, ma solo un'azienda su cinque offre la possibilità di lavoro flessibile a tutti i propri dipendenti. Il 38% degli italiani, addirittura, la quota più alta in Europa, si è detto disposto a licenziarsi in cambio di un telelavoro, a parità di condizioni contrattuali. La media europea di coloro che prenderebbe in seria considerazione l'ipotesi di cambiare posto di lavoro a fronte della garanzia di un lavoro flessibile è pari al 78%, e quella di coloro che reclamano tale possibilità alla propria azienda è del 94%.
Sulla base dei dati della ricerca, il telelavoro sarebbe anche un incentivo per i lavoratori e comporterebbe una maggior competitività all'azienda.
In particolare: il 30% dei senior manager europei ritiene che le tecnologie e le soluzioni di lavoro flessibile permetterebbero alle aziende di essere molto più competitive sullo scenario mondiale, in Europa le PMI sono molto meno inclini (57%) a garantire condizioni di telelavoro rispetto a realtà di maggiori dimensioni (74%), circa la metà dei dipendenti europei (44%) ritiene che il non poter lavorare da casa sia indicativo di un'azienda dalle politiche sul lavoro di vecchio stampo, inoltre oltre un terzo (35%) di coloro che lavorano presso organizzazioni senza flessibilità è convinto che l'azienda possieda in realtà le tecnologie adatte ma abbia scelto di non utilizzarle.
Secondo un'altra ricerca condotta da Avaya nell'aprile 2008, la maggior parte delle piccole e medie aziende italiane intervistate (circa il 56%) riconosce che è lo stress a recare il maggior danno alla produttività del dipendente, anche più dei giorni di malattia (24%).
In termini economici, inoltre, la perdita nei ricavi dell'azienda dovuta all'assenteismo è calcolabile intorno ai 13.000 euro l'anno mentre il risparmio ottenibile da parte del telelavoratore (in trasporti, pasti, ecc) può arrivare a circa 7.000 euro l'anno.
 

Altre in: Occupazione e lavoro
15/10/2008
TELELAVORO: L'ITALIA AL QUARTO POSTO IN EUROPA
07/07/2008
FIRMATO IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO PER I 200.000 DIPENDENTI DELLE IMPRESE DI ACCONCIATURA ED ESTETICA
03/07/2008
AL VIA LA REVISIONE DEL MODELLO CONTRATTUALE PER 1.500.000 DI LAVORATORI DELL'ARTIGIANATO
26/06/2008
FRANCESCO DEL BOCA (CONFARTIGIANATO TRASPORTI): "RAGGIUNTO ACCORDO. SOSPESO IL FERMO"
18/06/2008
AMBIENTI DI LAVORO SANI E SICURI: NUOVA CAMPAGNA INFORMATIVA

 © Artigianinet.com - Via Enrico Fermi, 134 - 36100 Vicenza - Tel. 0444.560944 Fax 0444.386708 - P.IVA 02884560240
E-mail: info@artigianinet.com - scrivi al webmaster