26/09/2008
CONNESSIONI AD INTERNET: IN EUROPA 100 MILIONI USANO LA BANDA LARGA Aumentano in Europa le linee e i servizi ad altissima velocità, soprattutto nei paesi del Nord, ancora una volta in testa alla classifica per tassi di diffusione e per utilizzo dei servizi. Secondo il rapporto di ECTA (European Competitive Telecommunications Association) , sono oltre 100milioni gli utilizzatori di una connessione a banda larga in Europa. Questo tipo di indagine, che viene realizzata due volte l'anno, ha fatto emergere anche un dato interessante, ovvero che i maggiori fornitori di linee ad altissima velocità sono operatori alternativi, vale a dire operatori che non possiedono una significativa infrastruttura propria. In Italia, invece, la tendenza è diversa, sia per quanto riguarda il tasso di diffusione e di penetrazione della banda larga sia perché i piccoli operatori ancora difficilmente hanno accesso alle infrastrutture dei pochi grandi operatori. Al contrario in Svezia, ad esempio, leader per i servizi super broadband con un utente su dieci connesso ad altissima velocità, il 70% di tale servizio è fornito da operatori alternativi e solo il 20% da grandi aziende. Ma non solo in Italia si risente del predominio degli operatori storici, anche in altri paesi europei esiste una situazione simile, con controllo da parte di questi "colossi" delle linee attraverso le quali vengono offerti i servizi a banda larga. Solo il 18% dei servizi broadband europei sono forniti da operatori di rete paralleli a quelli storici. Lo sfondamento del tetto delle 100 milioni di linee a banda larga in Europa, significa un aumento del 10,2% rispetto alla quota del terzo quadrimestre del 2007, con un incremento di linee del 20,9%. Fra i leader nordeuropei per lo sviluppo della banda larga si trovano la Danimarca, con il 36% della popolazione che si connette con linee veloci, seguita da Olanda, Svezia e Finlandia che registrano un tasso di penetrazione intorno al 30%. Nella parte bassa della classifica si trovano Bulgaria, Romania, Polonia e Slovacchia, con un tasso di penetrazione inferiore al 10% , mentre l'Italia, pur non essendo fanalino di coda, registra risultati ben lontani dai paesi virtuosi. |