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30/04/2008

L'ISTRIONICO PAOLO POLI PORTA AL COMUNALE DI VICENZA LA SUA IRONIA
CON SEI BRILLANTI - GIORNALISTE NOVECENTO

Sei brillanti - giornaliste Novecento è il titolo dello spettacolo che Paolo Poli porterà in scena sabato 3 maggio alle 21 e domenica 4 maggio alle 16 per l'ottavo e ultimo appuntamento della rassegna di prosa del Teatro Comunale Città di Vicenza, sostenuta da Estel Studio e Pal Zileri.
Marina Volpi (in arte Mura), Paola Masino, Irene Brin, Camilla Cederna, Natalia Aspesi ed Elena Gianini Belotti, sono le sei giornaliste del titolo che figureranno nello spettacolo dell'attore fiorentino attraverso brevi racconti sceneggiati, pubblicati nel secolo scorso. Le loro voci si alterneranno variamente in un gioco frizzante e imprevedibile, nell'ottica generale di una narrazione caustica, ma emblematica di una società in continua evoluzione.
Lo spettacolo, in due parti, vedrà Poli nelle vesti di protagonista e regista. Al suo fianco Luca Altavilla, Alfonso De Filippis, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco. Le scene sono di Emanuele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì, la consulenza musicale di Jacqueline Perrotin; aiuto regista e coreografo è Alfonso De Filippis.
Davvero pochissimi i biglietti disponibili per sabato, eventualmente acquistabili al botteghino del teatro da un'ora prima dell'inizio; qualche disponibilità in più, invece, per la replica di domenica. Informazioni all'agenzia Panta Rhei (tel. 0444.320217, aperta nei giorni feriali dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) e al botteghino del teatro (tel. 0444.324442, aperto dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30). I due punti vendita resteranno chiusi nella giornata di giovedì 1 maggio.
In Perfide, di Mura, Poli dà voce a un'esperienza erotica tutta al femminile; con Fame di Masino descrive la crisi del '29; con Brin nelle sue Visite racconta le allucinate miserie del dopoguerra; col Lato debole di Cederna parla di moda e di modi di vivere; con Lui visto da lei di Aspesi prospetta la figura dello scapolo in rapporto alla famiglia italiana; con Adagio poco mosso di Belotti, presenta una figura di vecchietta serena, ma un po' risentita.
A fare da contrappunto agli episodi drammatici, ci sono le musiche delle canzoni delle varie epoche, evocanti il tabarin, l'infanzia abbandonata, la voce della radio, il mercato nero, le saghe popolari, la ricostruzione, il mondo degli animali e i caserecci festival canori.
Le scenografie di Luzzati si ispirano ai maestri della pittura novecentesca e i costumi rutilanti di Calì sottolineano spiritosamente gli ironici interventi musicali di Perrotin.
Paolo Poli nasce a Firenze nel 1929 e a trent'anni entra a far parte de "La borsa di Arlecchino", piccolo teatro d'avanguardia di Genova. Dopo il debutto interpreta una serie di spettacoli divertenti, costituiti in gran parte da montaggi di testi letterari commisti ad altre fonti di varia cultura o di cronaca popolare.
Nel corso della sua carriera mette in scena Il diavolo, Rita da Cascia (la cui rappresentazione viene sospesa a Milano per oltraggio alla religione e viene riproposta molti anni dopo), La rappresentazione di Giovanni e Paolo, Carolina Invernizio, La vispa Teresa, L'uomo nero, Giallo.
A testi propri, come quelli citati, alterna classici come Il mondo d'acqua, Il suggeritore nudo e parodie di commedie celebri come La nemica in cui interpreta il ruolo della protagonista.
Paolo Poli agisce contro la retorica e l'ipocrisia di una società ancora connotata da mentalità piccolo borghesi; ma lo fa a modo suo, coniugando la  satira di costume, con la parodia e il funambolismo, la malincon芋 il guizzo farsesco, il travestitismo e il fine divertissement cabarettistico.

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