INTRODUZIONE A CURA DI GIUSEPPE SBALCHIERO, PRESIDENTE ASSOARTIGIANI VICENTINA, E DI CARMELO RIGOBELLO, SEGRETARIO GENERALE Per parlare e ragionare di artigianato i numeri non sono sufficienti, ma sono necessari. Da questa elementare affermazione prendeva il via, ormai sei anni fa, l'esperienza del "Rapporto Artigianato Vicentino" e con piacere oggi, nel 2007, apprezziamo come l'uscita di questa pubblicazione costituisca di fatto un appuntamento atteso, un'occasione di conoscenza e di analisi per tutti gli operatori del sistema economico provinciale. Sappiamo che l'artigianato, per sua natura, difficilmente si presta a generalizzazioni e a classificazioni troppo rigide, tali e tante sono le specializzazioni settoriali, le particolarità territoriali, ma soprattutto le implicazioni umane e personali che incidono e plasmano la vita e la storia delle oltre 25.000 imprese artigiane della nostra provincia. Proprio questa complessità e questa ricchezza, economica e umana nello stesso tempo, ci spingono a cogliere ogni anno la non facile sfida della "rappresentazione" analitica e statistica del nostro mondo, perché anche strumenti di approfondimento e divulgazione come il presente rapporto possano contribuire da una parte a metterne in evidenza il peso e il contributo al sistema, dall'altra a misurane in modo attendibile e chiaro i risultati. Questo dunque il nostro intento, rimasto invariato fin dall'inizio del percorso: offrire gli elementi conoscitivi di base per descrivere un sistema complesso fatto di persone e di organizzazioni, capace di radicarsi profondamente nel territorio ma anche di uscire e affacciarsi oltre i confini nazionali. Nelle pagine che seguono si trovano numeri dietro i quali non sarà difficile per il lettore scoprire un mondo attivo, vitale, in continua evoluzione. Il nostro auspicio è che il Rapporto costituisca sempre più una premessa irrinunciabile per la costruzione delle politiche di sviluppo economico locale e sempre più uno strumento di controllo e di misura del successo delle azioni di supporto che i diversi attori pubblici e privati, ciascuno per la propria competenza, annualmente mettono in atto: una sorta di "testo unico" che, progressivamente assunto, letto ed applicato contribuisca concretamente allo "sviluppo sostenibile", con la forza di quei valori che dobbiamo saper trasferire anche "fisicamente" alle generazioni future. Proprio per questo fine, per garantirne cioè un facile utilizzo, nello strutturare il Rapporto abbiamo voluto separare la parte di descrizione da quella di commento, distinguendo con chiarezza le parti in cui vogliamo "misurare" lo sviluppo da quelle in cui lo analizziamo "criticamente", secondo il nostro punto di vista. Le pagine che seguono non sono dunque un punto di arrivo, ne tanto meno un esercizio narcisistico e autocelebrativo con il quale l'artigianato si guarda allo specchio, ma vogliono essere "strumento di lavoro" operativo e concreto, utile per guardare al presente e immaginare il futuro. |